mercoledì 9 gennaio 2013

Sword Art Online, quando la ciambella ti viene senza il buco.


Oggi parliamo di uno degli anime più discussi del 2012: Sword Art Online, tratto dall'omonima serie di light novel di Reki Kawahara.

Nel bene o nel male, Sword Art Online è riuscito ad ottenere quello che altri anime possono solo sperare: dividere i fan. Oddio, dopo Evangelion i fan di anime e manga sono sempre pronti a prendere posizioni e a darsi addosso come parlamentari prima di un voto di sfiducia (o come pescivendole al mercato del mercoledì), ma raramente lo fanno con tanta foga. Pochissimi titoli possono vantare una flame war su ogni fotogramma trasmesso, su scelte di regia, doppiaggio, animazioni, sceneggiatura, fanservice e via discorrendo.

Ma cercando di vedere oltre le pagine e pagine di discussione sui forum, nelle chat e sui siti di informazione, cosa resta realmente di Sword Art Online? E' davvero il capolavoro del decennio come sostengono alcuni, o una furbata abilmente architettata per incantare i creduloni? Noi di Dita D'Inchiostro proveremo oggi a dire la nostra, e cioé che spesso la verità non stà agli estremi ma nel mezzo. Vediamo perché.

Edit: non era mia intenzione quando ho iniziato a scrivere questa recensione, ma alla fine ho deciso di mettere questo anime nello Scaffale della Vergogna, per il tremendo incazzo che la seconda parte mi ha causato.
Non avendo letto interamente la light novel da cui è tratto l'anime, non so quanta colpa attribuire allo studio di animazione per le "falle" nella storia e quanta all'autore... Ma diciamo che io incolperei tutti. Comunque mi informano che la LN è molto migliore dell'anime, fate voi.


La trama. Nell'anno 2022 il mondo dei videogame è finalmente pronto a fare un balzo tecnologico senza precedenti, grazie all'innovativa tecnologia del Nerve Gear, una specie di casco che, se indossato, è in grado di stimolare i cinque sensi attraverso il cervello, permettendo l'immersione in un mondo virtuale molto simile alla realtà. Il 6 novembre 2022 stà finalmente per essere immesso nel mercato Sword Art Online, il primo VRMMORPG (Virtual Reality Massively Multiplayer Online Role-Playing Game) della storia.

Kazuto Kirigaya, noto nel gioco con il suo pseudonimo di Kirito, è uno fra le poche centinaia di fortunati che ha avuto l'occasione di provare la versione beta del gioco. Insoddisfatto del mondo reale, che percepisce come grigio e privo di prospettive, il giorno dell'uscita ufficiale Kirito è ansioso di immergersi nuovamente nel bellissimo mondo di SAO.


Dopo poche ore di gioco però, gli utenti iniziano a notare uno strano bug: manca infatti l'opzione di log-out, l'unica cosa in grado di disconnettere i loro cervelli da SAO e riportarli nel mondo reale. Inoltre, tutti i giocatori vengono spogliati dell'avatar fittizio che si erano costruiti, e sono costretti a fronteggiarsi con il loro vero aspetto.

Il creatore del gioco, Kayaba Akihiko, fa' allora una rivelazione: le coscienze degli utenti sono imprigionate nel mondo di SAO, e l'unico modo per uscire dal gioco è sconfiggere il boss del centesimo livello. Inoltre, qualsiasi tentativo esterno di disconnettere i Nerve Gear, porterà in automatico alla morte del giocatore, così come nel caso gli HP (i punti-vita) dovessero azzerarsi, cosa che può accadere per esempio lottando contro un mostro.


Nell'ondata di panico che segue l'annuncio, forte della sua esperienza con il gioco, Kirito capisce che l'unica chance che ha di sopravvivere consiste nello sfruttare le sue conoscenze e allontanarsi dalla massa. Questa decisione egoistica, seppur presa con cognizione di causa e sofferenza, gli costerà l'etichetta di beater (giocatore della beta e cheater, imbroglione) e l'isolamento dagli altri per tutto il tempo che vivrà prigioniero in SAO. La sua unica salvezza sarà l'amicizia e l'amore di Asuna, una ragazza coraggiosa che combatte in prima linea per uscire da SAO...

La prima parte è la ciambella. SAO è un anime di 25 episodi diviso in due archi narrativi principali, SAO (come il titolo dell'anime e del gioco) e ALO.

SAO si concentra sul mondo virtuale in cui Kirito e Asuna sono costretti a vivere, una prigione priva di sbarre, pericoloso e mortale (la morte può arrivare in ogni istante per la minima disattenzione), ma innegabilmente pieno di bellezza e fascino.

Il mondo di SAO è fatto di città simil-medievali a misura d'uomo, prati sempre fioriti, pacifici laghi in mezzo a boschi incontaminati, vette innevate, tramonti mozzafiato e castelli sospesi nel cielo. E' un mondo talmente affascinante che, pur consapevoli della sua pericolosità, molti giocatori iniziano ad adattarsi e abbandonano l'idea di uscirne, in quanto il mondo reale non ha per loro nulla di altrettanto bello per cui valga la pena combattere.



Quello che è importante capire è che SAO non è solo un ammasso di dati creato per un misterioso scopo da una mente instabile, ma un luogo talmente reale (il Nerve Gear tramsette impulsi a tutti e cinque i sensi, tatto, olfatto, vista, gusto e udito) da soppiantare la realtà stessa. Nonostante il suo creatore sia, a tutti gli effetti, un pluriomicida di massa (tantissimi muoiono già dal primo giorno), l'idea alla base di SAO è utopica, l'ideale di un mondo incontaminato, dove i castelli possono davvero volare nel cielo, come solo un bambino innocente potrebbe concepire.

E dove vanno gli uomini, segue la civiltà nel bene e nel male. Intrappolati per anni nel gioco, dopo lo shock iniziale i sopravvissuti si adattano alla situazione e scelgono di reagire ognuno in modo diverso. C'è dunque chi sceglie di rimanere al sicuro nella città di partenza, aspettando che altri mettano a rischio le loro vite e completino il gioco, chi combatte in prima linea ansioso di tornare a casa, chi – come già detto – si trova talmente a suo agio in SAO da non desiderare di tornare indietro, chi si approfitta dei giocatori più deboli e perde ogni cognizione di empatia umana, chi fa gruppo come Asuna e chi si isola come Kirito... e anche chi si suicida, non vedendo possibilità di salvezza.

Il passare del tempo è un punto a favore della storia: la vicenda non si svolge nel giro di pochi giorni, ma in anni, e i personaggi crescono e maturano. Kirito e Asuna si troveranno ad affrontare diversi problemi e dilemmi morali: ciò che provano l'uno per l'altra è reale o è solo il frutto dell'ambiente che li circonda, e della situazione di pericolo in cui si trovano? Vale la pena tornare anche dopo tanto tempo, considerando che i loro corpi nel mondo reale subiscono gli effetti di un coma prolungato e potrebbero non funzionare più a dovere? E ancora: come si può aver fiducia nelle persone dopo aver visto e sperimentato tante cose brutte, cosa sono la vita e la morte (chi muore in SAO, ma anche nel mondo reale, si limita a “scomparire” come nel gioco o lascia una traccia di sé?), cosa ti rende umano, e cos'è l'amore?


In questo SAO è un anime molto bello e interessante, sopratutto perché la storia d'amore fra Asuna e Kirito non è banalizzata, ma costruita lentamente episodio dopo episodio, con il trascorrere del tempo. Non sono i classici personaggi che “si amano senza un perché”: loro si innamorano proprio perché imparano a conoscere le rispettive paure e i punti di forza, le debolezze e le qualità. Asuna ama Kirito non perché lui è l'eroe, il più figo, il prescelto (anzi!), ma perché è, semplicemente, Kirito. E viceversa.

La prima parte è insomma valida e piacevole da visionare, nonostante inficiata da vari problemi come l'aver cambiato l'ordine cronologico degli avvenimenti rispetto alla light novel (anche se personalmente ho trovato interessanti i salti temporali avanti e indietro fra passato e futuro), e la decisione di inserire alcune scene di fanservice non presenti nella storia originale, per far contenti gli otaku bavosi di turno (SAO entrerà nella storia come il PRIMO anime per cui ho visto i fan rivoltarsi a causa dell'aggiunta di fanservice XDXD).


Magari alcuni eventi sono narrati troppo velocemente e poco approfonditi, come il finale di metà serie (poteva essere trattato indubbiamente meglio), ma il tono maturo con cui sono trattate certe tematiche gli fa guadagnare punti.

Le animazioni, il doppiaggio e la colonna sonora sono tutti di alta qualità e molto ben curati.

La domanda che rimane è una sola: che cazzo è successo allora?

E' successo che, in un'epoca di serie animate da dodici-tredici episodi, hanno voluto per forza fare la seconda parte, ecco che è successo. (*inserire disperazione e FACEPALM a manetta*)

ATTENZIONE, SEGUIRANNO SPOILER PESANTI.
(Cercheremo comunque di limitarli al minimo.)


La seconda parte è il buco. Che non c'è. Dopo il bellissimo finale di metà stagione (Kirito si risveglia in ospedale, il corpo provato dai due anni di immobilità, e con la pura forza della disperazione si mette in piedi e va a cercare Asuna), lo spettatore, rimasto favorevolmente colpito dalla prima parte (non per tutti è così, me ne rendo conto ma, de gustibus), si sente pronto a perdonare la fretta quasi indegna con cui hanno trattato lo “scontro finale”, perché è curioso di vedere cos'altro potranno mai raccontare. E poi poverini, avevano solo 25 episodi, se la seconda parte ha anche solo la metà degli spunti della prima, è logico che dovevano velocizzare qualcosa. Hanno bisogno di spazio.


Si.

Spazio per questo schifo insulto presa per il culo ORRORE.

Asuna in coma, esattamente come il povero spettatore durante la visione
della seconda parte.
L'incubo di SAO è ormai finito e tutti si stanno riabituando alla vita nel mondo reale. Tutti, tranne coloro che non sono riusciti a risvegliarsi da SAO per motivi ignoti, e continuano a dormire, attaccati al Nerve Gear. Fra questi sfortunati c'è Asuna, che nonostante le numerose visite di Kirito all'ospedale, non dà segno di svegliarsi. Devastato dalla sua mancanza e dalla nostalgia che, irrazionalmente, prova per il mondo di SAO, un'altra disgrazia si abbatte sul povero Kirito. Il padre di Asuna gli rivela infatti che la figlia, prima di entrare nel coma/SAO, era fidanzata (un fidanzamento combinato) con un viscido verme brillante giovanotto in carriera, Nobuyuki Sugo, ed è suo desiderio che i due si sposino, anche se la figlia è in coma e non può dare il suo assenso. (Alla faccia!)

I miei sentimenti verso il secondo cattivo, abilmente riassunti da un Kirito in stato di grazia.
A salvare Kirito dall'incazzo feroce dalla disperazione interviene un suo vecchio amico di SAO, che gli mostra un'immagine proveniente da un altro VRMMMORPG, Alfheim Online (ALO). Nonostante la tragedia di SAO, la tecnologia alla base era troppo ghiotta per lasciarla morire, e un'altra società ne ha raccolto l'eredità e ha costruito un gioco simile a SAO (tranne, ovviamente, per il piccolo particolare di poter effettivamente morire e l'assenza del log-out). L'immagine raffigura quella che sembra a tutti gli effetti Asuna, prigioniera dentro una gabbia dorata.

Kirito decide ovviamente di andare in ALO e indagare la faccenda (senza pensare neanche per un attimo di portare l'immagine dal padre di lei, fra l'altro proprietario dell'azienda che possiede il gioco, gestito dal viscido verme futuro genero genio brillante della programmazione, e chiedere spiegazioni).

L'albero del Mondo di ALO.
E qui la macchina impastatrice va' in tilt e inizia a riempire il vuoto della ciambella dove dovrebbe esserci il buco.

Innanzitutto, com'è fatto il mondo di ALO? Invece di essere strutturato in livelli ambientali come SAO, dove tutti partivano da una città comune e completavano il gioco livello per livello, ALO è diviso in città e razze, in lotta fra loro per completare la difficilissima e impossibile quest principale del gioco, cioé la “scalata” dell'albero del mondo in cima al quale vive Oberon, il Re delle Fate.

Non riesco neanche a commentare questa
immagine. E la seconda parte è TUTTA così.
Si. Avete letto bene. FATE.

Perché i personaggi di ALO sono (inserire attacco di pianto isterico) FATINE VOLANTI, con tanto di alucce e ORECCHIE DA ELFO. ELFO.

(Nb: io amo gli elfi. Non amo però l'abuso che si fà della loro immagine.)

Quindi abbiamo detto, fatine (che volano con dei controller del Wii chiaramente rimasti invenduti alla Nintendo) e un albero gigantesco di cui nessuno ha visto la cima, perché è impossibile arrivarci... provate a indovinare dove stà Asuna?

Ehhhhh, la tensione del non-sapere.

Ma ora vi scarico la bomba finale, quella che affossa ALO, SAO e tutta la compagnia.
Dato che Asuna è un attimo impedita dal suo nuovo ruolo di prigioniera-vittima di molestie-principessa da salvare (per una, UNA volta che mi facevano un personaggio femminile decente in grado di badare a sé stessa e combattere fianco a fianco con il protagonista...!), serviva una nuova co-protagonista.

E dunque si prendono la
tettona
(disponibile in due versioni, mora e bionda)
inutile
piagnucolona
sorellina/imouto del protagonista, ovviamente innamorata da sempre di lui.

La figura della sorellina-non-sorellina con il brother complex la infilano
ovunque ormai. Ma questa volta se la potevano anche risparmiare.
Avanti, ditelo con me.

NOOOOOOOOOOOOOOO LA IMOUTOOOOOOOO NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!! 

Osamu Tezuka, nostro Dio dei Manga che ci guardi da lassù, cosa ti abbiamo fatto di male?
Perché, dico io. Perché.

Perché la gente si prende il disturbo di fare un bell'anime solo per cagarci sopra.

Ovviamente la imouto e il protagonista non sono davvero fratello e sorella, perché lui è stato adottato dai genitori di lei, ed entrambi lo sanno benissimo. Quindi fiù, si evita anche la recente legge di censura contro l'incesto negli anime e manga. Comodo, eh. Ah, ma quando l'imouto (Lyfa, nel gioco) incontra Kirito in ALO, non si rende conto di chi si tratta (anche se la faccia è IDENTICA), e si innamora di lui, lieta di liberarsi dei sentimenti per il suo fratellone già innamorato di un'altra, e che chiaramente non la ricambierà mai. Si offre anche di aiutarlo a salvare Asuna, perché ovviamente un ragazzo affronta viscidi vermi geni del male ogni giorno, spezzandosi la schiena e rischiando la vita, solo per bontà d'animo e non perché ama follemente la tizia.

Kirito è senza parole. E anch'io.
Duh.

Da qui in poi, peggiora e basta.

I vecchi personaggi secondari di SAO vengono abbandonati e dimenticati. Kirito si è fatto un culo così per salvare milioni di persone in SAO, ha passato due anni a coltivare amicizie là dentro, imparando ad avere fiducia nel prossimo, eppure non chiede aiuto a nessuno per realizzare un'impresa impossibile. Accetta solo l'aiuto della tettona bionda incapace di badare a sé stessa perché beh, casualmente lei sa la strada.
(E sempre casualmente quando Kirito entra nel gioco per la prima volta, qual'è la prima persona che incontra? Ma la sorellina, ovviamente! Senza sapere chi è, e senza dunque che si siano dati appuntamento, fra milioni e milioni di possibilità è OVVIO che incontrerà lei per prima, ed è INDUBBIO che lei decida su due piedi di fidarsi di uno sconosciuto - anche se l'ha salvata, perché è incapace - abbandonando la sua gilda, il suo popolo e i suoi amici per seguirlo in una quest assurda alla ricerca di una probabile rivale...)

Il fanservice, dalle poche scenette mal gestite della prima parte, ha un'impennata e raggiunge livelli ignobili e disgustosi, totalmente inutili ai fini della storia (vi dico solo una parola: tentacoli).

Messaggio non troppo subliminale dai produttori dell'anime:
La nuova Asuna: da guerriera abile e coraggiosa con istinti materni a
elfa/fatina semi-nuda incapace ed indifesa. E voi, autori di dujinshi hentai
che vi chiedete in che posizione metterla, non temete: qualunque cosa vi
venga in mente, probabilmente ci abbiamo già pensato noi.
Nonostante la divisione in razze e città, si vedono massimo due-tre popoli e solo per pochi minuti: il mondo di ALO non viene approfondito, i personaggi secondari sono inutili... anzi, non ci sono proprio, per quasi tutta la storia Kirito e Lyfa sembrano muoversi in un mondo vuoto e privo di persone (alla faccia del gioco famosissimo!).

Altro tasto dolente è il tempo: mentre SAO copriva ben due anni di vita dei personaggi, ALO occupa una mera settimana. La conseguenza è logica: zero crescita morale dei protagonisti, e vuoti di trama imbarazzanti che non sanno come riempire (si sono ritrovati dall'avere pochi episodi a disposizione all'averne fin troppi)... e quindi vai con l'inutile fanservice riempitivo, la risposta a tutti i dubbi dell'animazione giapponese e oltre.

Il banalissimo triangolo amoroso fra Kirito-Asuna-Lyfa non esiste, in quanto il primo è un'idiota che vede solo Asuna, Lyfa nonostante le tette non ha speranze e Asuna neanche sa quello che stà succedendo. E questo presunto triangolo occupa quasi tutta la storia della seconda parte.

Questi tre sono letteralmente l'unica cosa che vedrete in ALO... a parte
Asuna in qualche intermezzo sexy.
Il fatto che in ALO non si possa morire toglie completamente suspense e tensione alla storia. Crollano i drammi individuali, il tema del mondo virtuale contrapposto a quello “reale” (e cosa rende effettivamente vero un mondo, se la sua fisicità o le esperienze e i sentimenti delle persone) e resta solo una, grande domanda: ma quante doujinshi pornazze vogliono vendere, fra i tentacoli rubati ad un hentai non troppo ben fatto e le tette della imouto? Neanche ci guadagnassero loro direttamente!

"Perché ci fanno questo Kirito, perché?"
Perché sono giapponesi, Asuna. Accetta il tuo destino: i tentacoli e i cattivi dalle mani lunghe
ti attendono.
E poi, il cattivo. Il cattivo, gente.
A parte che, per essere un genio in carriera ben inserito nella società, è uno psicopatico disadattato maniaco inconcludente (e nessuno che se ne rende conto!) molto peggiore dell'utenza media di SAO e ALO (fondamentalmente tutti nerd delusi in qualche modo dalla vita vera... ma al confronto, vincono a mani basse - ovviamente, visto il tipo di storia.). Oltre questo è pure idiota: il motivo “ufficiale” delle sue azioni non è neanche stupido (fare esperimenti sui cervelli degli utenti di SAO ancora in coma e inventare un modo per controllare le emozioni), ma è completamente imbarazzante il modo in cui gestisce la situazione... Così come è imbarazzante il suo modo di relazionarsi a Kirito e Asuna (alla faccia che lui è un adulto e loro dei ragazzini), come parla e si atteggia... insomma, tutto.

La profondità caratteriale di questo tizio è travolgente.
Roba da rimpiangere Kayaba Akihiko, il primo cattivo, che magari aveva sì una motivazione discutibile dietro alle sue azioni ma comprensibile, ad un certo livello, e infinitamente più bella di quella di … di … di 'stò coso. E a Kayaba hanno tagliato tantissimo spazio (in cui magari avrebbe potuto spiegare meglio le sue idee) per far posto a 'stà roba.

Fossi in lui, gli farei causa.

Non parliamo poi del finale, uno spudoratissimo deus ex machina. Non ho neanche la forza di affrontare l'argomento. Passiamo oltre.

FINE SPOILER.

Ecco, questo dovrebbero fare ai produttori dell'anime, non ai poveri boss di fine livello che
fanno solo il loro mestiere.
In conclusione, Sword Art Online è questo: una ciambella senza il buco. Piacevole nella prima parte, da indigestione nella seconda. Avevano una buona idea dalla loro, l'hanno trattata in modo intelligente nella prima parte, e poi hanno buttato tutto in cacca per motivi ignoti (probabilmente le doujinshi hentai da vendere. Credo che il vero lavoro del 70% dello staff sia un qualche circolo di doujinshi hentai, altrimenti mica si spiega).

E' consigliata la visione? Si, solo della prima parte, poi fermatevi. Non è un anime imperdibile, sicuramente non un capolavoro, ma è piacevole e intrattiene quanto basta in modo intelligente... ma appena sentite la parola imouto, scappate a gambe levate.


Prima opening:


Seconda opening:


Il trailer:


Titolo: Sword Art Online
Studio: A-1 Pictures.
Genere: Shonen, Fantasy, Azione, Avventura, Romantico.
Disponibile in Italia?: Si, su PopCorn TV e Rai4 (a breve).

@ Daniela Guadagni, Dita D'Inchiostro.

14 commenti:

  1. ride incontrollabilmente come Anacleto . Ho letto la prima parte sentendo che da qualche parte stavi ammazzando i rospi per tirarci fuori il veleno e intingerci i dardi.
    Poi mi sono accorta che non ci stavi facendo le frecce, li stavi masticando, pronta a sputare personalmente un fiotto di veleno iperacido.
    Bè, che dire. Benvenuta a questa piccolina nello Scaffale, direi che se l'è assolutamente meritato.
    Io mi chiedo se gli sceneggiatori mangino sassi o segatura o cos'altro, a volte. XD Che pacchianate!!!!

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    1. Ho preso esempio dalla migliore, Maestra. :'D
      Tra l'altro, non l'ho scritto nel post, ma per fare la seconda parte sono passati sopra (con un carro armato) ad un punto non indifferente: come può la gente, a soli due anni dalla tragedia di SAO, fidarsi e affidare il proprio cervello alla stessa tecnologia responsabile della strage già una volta? Non dico che sia impossibile (la gente continua a volare anche dopo i disastri aerei - anche se ovviamente la necessità di viaggiare è un conto, un gioco online è un filo superfluo) ma mostrare un attimo di esitazione... Bah.

      Io sono ancora qui che mi chiedo perché. Per una volta, UNA, che riescono ad infilarla (quasi) giusta, perché ti vai a rovinare così?! E con impegno poi!! xD

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  2. Condivido a pieno tutto ciò che hai scritto. Ho appena finito di vederlo e devo dire che la seconda parte mi ha deluso molto.
    Cavolo niente aveva senso, poi 'sta cazzata di aggiungere la "sorellina/cugina/tettona" innamorata di lui è SQUALLIDA!!
    Asuna che ha affrontato mille pericoli in SAO se ne sta come un uccellino indifeso in una stupida gabbia?! wtf.
    Per non parlare del fatto che l'altro mondo si vedono si e no 4 fatine alla cacchio giusto per riempire ed infine il grande BOSS malvagio con i suoi esperimenti cattivi .-."""
    SE AVEVANO LA NECESSITA' DI RIEMPIRE QUELLE PUNTATE MA PERCHE' NON FARLO INCOMINCIANDO A PARLARE DELLA MOTIVAZIONE REALE DELLA CREAZIONE DI SAO, DI COME SAREBBE CONTINUATA LA VITA FINITO SAO, SE C'ERANO STATE DELLE RIPERCUSSIONI SULLA VITA DI TUTTI etc... bah!!

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    1. Brava, hai capito esattamente il punto.

      E vuoi sapere qual'è la cosa peggiore?

      Dopo SAO e ALO, nella novel, esistono altre due saghe xD xD A quanto pare ancor più disgustose e senza senso. Speriamo che non vogliano animare pure quelle, visto il successo di SAO...

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    2. Più disgustose e senza senso direi proprio di no, visto che l'arco Phantom Bullet è, a quadro completo, qualitativamente più alto di tutta la 1° serie ^^ L'inesperienza dell'autore, nella seconda serie anime, pare sparita (SAO aincrad 1 è stato scritto a 16 anni >,<)

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  3. Ragazzi, sono assolutamente d'accordo con voi. Pensate mi ero proprio innamorato della prima parte tanto da pensare fosse il mio cartone preferito.. infatti finito il 14 episodio mi sono andato a vedere subito quello dopo.. poi visto che mi stavo annoiando ho dovuto saltare avanti guardandolo a pezzi, perchè volevo sapere quando Kirito e Asuna si rivedevano. E così ho fatto per tutti gli altri episodi. Praticamente ho visto per intero solo l'ultimo.. ahah :D
    Comunque vi volevo chiedere due cose..
    - voi che siete esperti, mi piacerebbe guardare altri anime con una storia così bella come quella tra Asuna e Kirito, un anime che abbia una bella protagonista femminile.. che mi consigliate?
    - E poi a te Panssj, (inutile farti i complimenti per la recensione, mi hai fatto riflettere su parecchie cose..) però sono curioso, quali sarebbero secondo te gli anime imperdibili di cui parli alla fine di questa recensione??
    Grazie mille.. :) :))

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    1. Hai fatto bene, ti sei risparmiato una sofferenza infinita :D
      Mi hai fatto due domande chiedendomi però sostanzialmente la stessa cosa, e cioé anime belli da vedere... Quindi ti faccio una lista complessiva:
      - Fate/Zero (L'ANIME PER ECCELLENZA!)
      - Baccano e Durarara! in quest'ordine (il primo è in assoluto il mio preferito, nel secondo "manca qualcosa" ma si fà guardare)
      - Bokurano
      - Chihayafuru
      - Cowboy Bebop
      - Evangelion
      - Samurai Champloo (solo per la colonna sonora :O°°°)
      - Escaflowne (ha i suoi difetti, ma bellissime atmosfere)
      - Full Metal Alchemist (sia la prima serie, sia il Brotherhood anche se devi rivederti alcune cose due volte)
      - Gin no Saji (stessa autrice di FMA, tema completamente diverso ma inaspettatamente appassionante ;) )
      - Natsume Yuujinchou
      - Hotarubi no Mori e
      - Inuyasha, prima serie
      - Kimi ni Todoke (magari non è il tuo genere)
      - Slam Dunk
      - Kuroko no Basket
      - Uchuu Kyoudai
      - Hunter x Hunter (e YuYu Hakusho va :D)
      - Nichijou
      - Serial Experiments Lain
      - Shingeki no Kyojin
      - Soul Eater
      - Summer Wars
      - Tiger & Bunny
      - Tokyo Magnitude 8.0
      - Toradora!
      - Trigun
      - Higurashi no naku koro ni
      - Umineko no naku koro ni
      - Usagi Drop
      - Wolf's Rain

      E poi beh, i classici, l'Uomo Tigre, Ken il Guerriero, ecc. ecc.
      Come vedi ti ho dato una bella scelta per tutti i gusti, a te la scelta :D
      (scusa il ritardo della la risposta! :D)

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    2. grazie, grazie mille!!! :) tranq, anzi scusa tu per il ritardo.. :)) grazie ancora!! :):)

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  4. Asuna Yuuki is a heroine and the partner of Kirito in the Sword Art Online series. Her original avatar in ALfheim Online, was as Fairy Queen, Titania. She wore a white outfit, with a white long skirt, tube top showing her belly, along with a red ribbon that goes around the top part of her top that comes together to make a bow. She goes barefoot, and wears a white strip around her ankles! This Asuna Yuuki cosplay costume looks like a long dress, and this is why I love it very much!

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  5. Ciao, volevo farti i complimenti per il bellissimo articolo... e farti sapere che ti hanno plagiato!L'articolo dedicato a SAO su Nonciclopedia è chiaramente "tratto"dal tuo articolo, in moltissime parti.Ne eri già a conoscenza?Non so, spero di sbagliarmi, di solito Nonciclopedia non fa queste cose... forse avevate un accordo?Ti hanno chiesto il permesso?In ogni caso, qui c'è il linkhttp://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Sword_Art_Online

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    1. Grazie per avermi avvisata, purtroppo ho letto il tuo messaggio con estremo ritardo :( Ho guardato la pagina su noncilopedia ma devono averla modificata, perché non vedo pezzi uguali. Si, dicono più o meno quello che ho detto io, ma sono opinioni non rivoluzionare, se cerchi in giro sul web tanti altri hanno detto più o meno le stesse cose. Quindi non mi sento, per come è adesso la pagina, di accusare nessuno di plagio

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  6. Ho letto tutta la recensione e da critico di SAO, non concordo pienamente con ciò che hai scritto.
    Allora prima di entrare nel vivo della discussione c'è una premessa abbastanza importate, che ha pregiudicato sulla prima serie animata. Reki Kawahara ha concepito "Sword Art Online" all'età di 16 anni e ciò non poteva essere un bene: Il primo volume tratta il filone principale della storia ovvero l'apertura del server ufficiale di SAO, primo vmmorpg che intrappola 10000 player per 2 anni in un gioco mortale, mentre nel secondo volume vengono raccontate le storie dei piani inferiori al 74° piano (che invece nell'anime sono inseriti cronologicamente). L'idea in se di SAO è geniale, crudele, fantastica ed affascinante, ma non è trattata e sviluppata a dovere, sia perchè non si sofferma abbastanza sulla sociologia che una tale esperienza imprime nelle persone, sia a causa dell'inesperienza narrativa e di caratterizzazione dei personaggi. Il personaggio che più ha subito da ciò è stato proprio Akihiko Kayaba; l'idea di fondo è molto bella e sarebbe stato ancora più shoccante se il suo personaggio fosse stato più presente in tutta la storia. Quindi a conti fatti direi che l'arco di SAO non è così premiabile come tu dici, ma rapportato alla mancata esperienza dell'autore, che ha comunque il merito di aver scritto una storia molto originale e con buoni spunti e riflessioni, direi che è stato fatto un buon lavoro, specialmente dallo studio animato che ha effettivamente corretto certe mancanze narrative (l'anime supera la novel in questo arco narrativo). Riguardo la seconda parte della prima serie animata (tratta dal 3° e 4° volume), il personaggio di Suguha che tanto odi, nelle novel è trattato molto meglio, dato che si ha una prospettiva in prima persona della ragazza. Il problema è come tu hai interpretato il fattore "imouto"... Ok, si può non apprezzare dato che non rientra nella nostra cultura, ma di fatto loro sono, in realtà, cugini ed in Giappone i legami tra cugini sono nettamente diversi rispetto a noi, tant'è che il matrimonio è consentito; Suguha stessa è combattuta sui propri sentimenti, sebbene per lei sia un fratello, diamine non si può essere così bigotti nel 2015 da pensare che non possa nascere una forma d'amore così. Poi passando all'ambientazione di ALO non è paragonabile al fascino di SAO, (lo ammetto pure io, dato che l'ideale del castello fluttuante resta scolpito nello spettatore), ma serve a rafforzare la piega fiabesca che prende la storia, che può piacere o non piacere (a me non particolamente). Da giocatore di mmorpg, l'ambientazione nordica è un must, quindi non è così da scartare e l'idea del volo, per quanto ne so non è presente in nessun gioco online di target mmorpg più recente. Passiamo ora all'antagonista di questa vicenda, il viscido Sugo si inserisce bene nella vicenda fiabesca (tornando a dire che può piacere o no) ed ha, narrativamente parlando, lo scopo di marcare le differenze con Akihiko Kayaba; il primo resta nell'ombra di quest'ultimo. Sul vero finale però anche io ho storto un po il naso; Aincrad doveva rimanere una realtà del passato, la scena del castello che crolla su se stesso è magistrale e rivederselo uppato nel mondo di ALO è un po anti-romantico. Nonostante i molti difetti, però, io ho apprezzato la visione della prima serie e posso confermare che la 2° serie anime potrebbe piacere a chi ha storto il naso nella seconda parte della 1° serie.

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  7. Io che sognavo tanto una storia d'amore tra asuna e kirito... Che delusione.. Ma poi le ultime scene del finale con la sorella.. Senza parole proprio! Dico cavolo hai passato metà stagione a cercare di riprendertela almeno dedicategli l'ultimo episodio.. Che cose inutili veramente �� per non parlare della seconda serie, non la voglio neanche cominciare ho solo visto che asuna viene buttata di nuovo nel cess... Ehm nel dimenticatoio e sinceramente non ne posso più di guardare forzatamente una serie per sperare in un attimo di soddisfazione

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  8. A mio modo di vedere, il crollo della serie nella seconda parte non è da attribuirsi del tutto al fan service o a Leafa, ma più che altro al crollo del personaggio di Kirito, che con l'avanzare dell'anime passa dall'essere un beater ad essere un hugger. Io continuo a pensare che per questo anime sarebbero bastati più episodi riguardo la prima parte, dato che era ricca di spunti, successivamente gli fornivi un finale perlomeno decente ed infine un film di 2 ore per chiudere il cerchio, lasciando perdere l'idiota idea che hanno usato per ALO. Poi è ovvio che volevano guadagnare di più e subito e quindi hanno mandato a pu***ne tutto l'anime. Giusto per non fare spoiler, ma vogliamo parlare della seconda stagione, GGO? Ecco, la seconda stagione è stata la prova schiacciante che l'autore e la produzione volevano solo guadagnare la pagnotta senza fare troppi sforzi, ma non rendetelo così evidente cavolo.

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