venerdì 14 dicembre 2012

Il labirinto del fauno: un horror da favola


Tanto tempo fa, nel regno sotterraneo. Dove la bugia, il dolore, non hanno significato, viveva una principessa che sognava il mondo degli umani. Sognava il cielo azzurro, la brezza lieve e la lucentezza del sole. 

Un giorno, traendo in inganno i suoi guardiani, fuggì. Ma appena fuori, i raggi del sole la accecarono, cancellando così la sua memoria. La principessa dimenticò chi fosse e da dove provenisse. 


Il suo corpo patì il freddo, la malattia, il dolore, e dopo qualche anno morì. 


Nonostante tutto, il Re fu certo che l’anima della principessa avrebbe, un giorno, fatto ritorno, magari in un altro corpo, in un altro luogo, in un altro tempo. L’avrebbe aspettata, fino al suo ultimo respiro. Fino a che il mondo non avesse smesso di girare. 


(Monologo Iniziale)


Con immenso piacere recensisco “Il labirinto del fauno”. Non è semplice parlare di qualcosa che è piaciuto tanto intensamente, e questo film decisamente ha colpito tutte le corde che suscitano i miei entusiasmi quindi... un bel sospiro profondo e sopportatemi.
Secondo me, siamo di fronte a un film di cui non si dovrebbe sapere niente, prima di vederlo. Ne dirò il meno possibile.
Ne avevo visto solo una scena su Youtube, del resto non sapevo niente e assai fortunatamente, devo dire. 
Poi, ho trovato una serata adatta da dedicargli.
Decisamente, una serata "stupenda".
All'insegna dell'horror e di... Faërie.




Siete disposti o no
a fare un atto di fede nel vostro cuore?
E' molto buio, estremamente buio,
il luogo dove dovete saltare...



Faccio questa recensione con un animo ambivalente e cercherò di dire il meno possibile sul film e condividere al massimo le impressioni e le emozioni che mi ha dato. 
Perché la forza e la bellezza di “El Laberinto del Fauno” (in inglese “Pan's Labyrinth”), sta proprio nel modo in cui ti fa reagire, ti tiene incollato, ti solleva domande e ti provoca brutalmente. Più che un film da guardare e assaporare è qualcosa che ti guarda: quanto è alto il prezzo dell'amore e della libertà, quanto sono traditori i labirinti del cuore e della mente umani; la speranza in un mondo marcescente ha un qualche senso; fino a che punto può essere atroce l'ingiustizia del mondo dei grandi e quanto sprovveduta ma incondizionatamente pura l'innocenza dell'infanzia.
È tutto destinato ad essere spezzato e spazzato via?
Cos'è la realtà?
Che cos'è un mostro?
Il mondo vero è quello della storia o quello dell'anima?

Il film è scritto e diretto da Guillelmo del Toro (lo stesso di cui avevamo accennato parlando de Le cinque leggende, quest'uomo è un dio) lanciato nel 2006. È la pellicola girata in lingua spagnola che ha ottenuto più incassi nella storia, vincitore di ben tre Premi Oscar.

Anzitutto, l'ambientazione. Siamo nella Spagna dell'occupazione, nel Maggio-Giugno del 1944, le truppe di Franco stanno spazzando via le cellule dei partigiani sulle montagne, del sangue e del terrore. La violenza e la pietà sono due facce della stessa medaglia, ma il Mondo è più grande della Storia, e la protagonista è una bambina, Ofelia, che segue la madre Carmen, incinta di un franchista, Vidal, sulle montagne dove l'uomo dà la caccia ai ribelli. 


La piccola, in realtà, è reincarnazione dell'anima della principessa Moanna, che molto tempo prima aveva abbandonato un regno felice e senza dolore, sotto terra, per salire in superficie. Accecata e indebolita dalla luce del sole la piccola muore.
Il labirinto di siepi e rocce che sta appena fuori la dimora dove Ofelia dovrebbe attendere ai suoi doveri di bimba umana, è il luogo dove l'attende invece il Fauno. Per tornare nel regno da dove viene e dimostrare di non essersi trasformata in un essere umano (cos'è un essere umano?, è una delle domande che vi terrà incollati a quella sedia, al letto), dovrà superare tre prove.
Tra gli orrori di una storia umana che gronda violenza, morte e tortura, e gli orrori di mostri inaspettati nelle viscere della terra, e l'ambiguità del Fauno, delle cui intenzioni si ha ragione di dubitare sin dall'inizio, il discrimine tra il mondo umano e quello sovrannaturale si assottiglia al punto che è difficile capire cosa fare... Solo la legge del cuore guiderà Ofelia fino alla fine (come una Antigone), quando finalmente il fratellino nascerà e la piccola sarà posta di fronte a delle scelte.

Gli effetti speciali sono impeccabili. Non a caso i tre premi oscar sono stati quelli alla miglior Fotografia, Scenografia e Trucco.
Il Fauno è... meglio di come me lo ero mai immaginato! Realistico (e inquietante), pur in alcuni tratti di dolcezza di fondo che un occhio senza pregiudizi può scovare. Guillelmo del Toro ha detto, in un'intervista, che si tratta del fauno della tradizione romana più che il dio Pan dei greci, come vuole ad esempio il titolo in inglese.



La scena che avevo visto su Youtube riguarda un altro mostro, decisamente realistico e disturbante di suo (il mostro della seconda prova), e anche le tre fate che accompagnano Ofelia sono rese magnificamente.



Ovvero, il libro ti sta annunciando... lui!

Bu-bu settete.

C'è da dire che per quanto Faërie sia strana e destabilizzante, non lo è mai come le sequenze che riguardano Vidal. Scene di una violenza atrocemente brutale. 
Vidal è una furia logica e cieca, impeccabile, coerente con se stessa e profondamente sorda a ogni emozione, ogni bellezza. I partigiani lottano contro una forza devastante, che sembra non lasciare alcuna possibilità di speranza o di futuro. La brutalità umana è gratuita.
Che ne è di quella di Faërie?... Mica ve lo dico.



Magnifico, sublime, spettacolare il finale, che mi ha lasciata senza parole, e che era davvero difficilissimo da prevedere, vista l'abilità con cui lo spettatore viene sconvolto e commosso più volte durante il film.
Ho pianto, come solo le storie centrate su una infanzia coraggiosa e piena d'amore riescono a far piangere. 

I riferimenti alla mitologia sono più che citazioni. Nel senso che sono a loro volta mitologia, racconto pagano, caldo humus di luoghi dell'immaginario e di valori e messaggi viscerali.

“Il labirinto del fauno” entra a pieno diritto nella narrazione del mito: ha un momento storico ben preciso ma parla dell'eternità del cuore umano, di ciò che è eterno e infrangibile ma viene messo alla prova prima di raggiungere e confermare se stesso. Se il doppio binario del tempo permette di accedere a una dimensione più profonda e misteriosa del mondo, anche lo spazio viene elevato al cubo, destinato ad aprirsi in molti luoghi: dalla superficie alle profondità della terra, pura immanenza dei miti della madre di tutti, che sa essere tremenda e mortale ma è l'unica via da attraversare per una vita piena. 


Fate, fauni, mostri, e il valore dell'acqua, richiamata subito anche dal nome della bambina, Ofelia, e ricordiamo l'Ofelia di Shakespeare che annega e si perde nelle onde morbide delle Acque materne; maternità di Carmen, schiacciata dal bisogno di volere e sopportare per marito un uomo come Vidal, il nuovo figlio in arrivo e la felicità frantumata dal destino, che è un destino di distruzione per tutti.
Eppure, c'è una luce che brilla sempre, oltre la disperazione stessa, oltre l'orrore, e come le migliori favole tutto si rovescia e va perduto solo quello che era destinato a perdersi.



Una nota assolutamente a parte è la musica.
Il film ha una colonna sonora (che vi ho incorporato nell'articolo) indimenticabile, che accompagna con dolcezza straziante i momenti più intensi della visione.




Altro non voglio dirvi, reggetevi lo stomaco se non gradite sequenze con molto sangue e brutalità, e guardate “Il labirinto del Fauno” con occhi pieni di meraviglia e le armi del cuore. 

Non vi deluderà affatto.
Pronti a entrare, amici miei?





@ Carla Righetti, per Dita d'Inchiostro

9 commenti:

  1. è uno dei miei film preferiti!
    ..una sera di queste lo riririguardo.. è da tanto che non faccio una bella rivisitazione dei miei DVD! :p

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    1. Ciao Nyu! Anche io l'ho riguardato. Troppo bello. Più lo guardo e più mi piace.
      E sbavo sulla colonna sonora.
      Devo avere questa colonna sonora, ho deciso *O*
      Nel DVD ci sono contenuti speciali particolari?

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  2. l'ho visto anni fa e mi è piaciuto molto ma mi ha davvero disturbato la scena della bottiglia che rompe il naso di un soldato, mi pare. Per colpa di quella scena non l'ho + rivisto. ò.ò
    "lui" è davvero caruccio XD

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    1. Ah, quella scena. Anche io sono rimasta profondamente schifata. E no, non era il soldato ma il povero contadino, pure INNOCENTE. T_T
      Di scene disturbanti ce ne sono tante. E' vero che io reggo poco e male le scene con tanto sangue e maciullamenti vari, ma anche psicologicamente è un film con enorme tensione...
      Lui è adorabile. Lui è da sposare, non trovi? XD Un po' silenzioso a tavola ma forse è meglio lasciargli fare il sonnellino...

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    2. ah ecco, un contadino. Giuro che mi ha fatto rivoltare lo stomaco. .__. io la tensione psicologica la adoro ma se ci sono scene splatterose o come quella lì mi si disturba profondamente la visione. Al contrario le cose "horrorifiche" tipo Lui le adoro, e concordo in toto, il silenzio a tavola è sempre apprezzato quindi sposiamocelo. *^* se dorme però meglio non svegliarlo. <.< >.>

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    3. No, è decisamente meglio non svegliarlo x'D

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  3. Ammiratrice di Mamma Oki15 dicembre 2012 23:48

    Mi fido ormai ciecamente di Guillelmo del Toro, ad esempio ho trovato godibile Hellboy- the golden army senza nemmeno aver mai letto il fumetto o visto il precedente Hellboy( e anche alcune creature sembravano molto simili a quelle viste nel ldf). Anche la spina del diavolo, che se non ho capito male è una specie di prequel del labirito del fauno, mi è piaciuto molto, anche se non aveva la stessa aura "magica".

    Comunque il ldf ti tiene davvero incollato allo schero, ricordo ancora che lo vidi durante un viaggio in auto moto lungo e mi assorbì talmente tanto che non ebbi nemmeno mal d'auto, cosa che ho sempre, anche se devo fare tipo un quarto d'ora di strada.

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    1. Io recupererò tutto di Guillelmo del Toro, che ho scoperto aver messo lo zampino anche ne Lo Hobbit *_* Si può sposare quest'uomo? eh? Eh?

      E dire che, nonostante le scene raccapriccianti, ti ha salvata dal mal d'auto, è dire tutto, direi. Sono certa che Guillelmo apprezzerebbe quanto me questa cosa. ;)

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  4. Per caso mi sono imbattuta in questo bellsisimo blog, e mi sono subito incantata, per i post, e dalla bellissima musica! Potrei sapere il nome di questa melodia se è possibile? Grazie in anticipo!

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