mercoledì 13 febbraio 2013

Zhang Ailing, Ang Lee e la storia d'un amore a Shangai negli anni Quaranta


Oggi vi parlo di una storia d'amore, di un racconto da cui è stato tratto un film superbo (uno dei miei preferiti), ambientato nella Cina dell'occupazione giapponese. Se non vi viene in mente niente vi aiuto io: si tratta di "Lussuria", novella del 1950, scritta da Zhang Ailing (in inglese conosciuta come Cheng Aileen, ma di questo parlo tra pochissimo!).
 Ang Lee ne ha tirato fuori quel capolavoro che è "Lust, caution" (risultato diametralmente opposto all'ultima "fatica" di Ercole del regista, che stavolta proprio no! Ma io voglio convincermi che non sia lo stesso regista che ha tirato fuori, da una novella a mio avviso striminzita e scialba, lo splendido film "Brokeback Mountain").



Pensavo che non sarei mai riuscita a recensirvi questo romanzo, e invece eccomi qui! Perché? La ragione è semplice: su Amazon.com avevo sempre trovato i suoi romanzi sotto il nome Cheng Eileen... Quando invece in italiano è traslitterato Zhang Ailing. 
Il risultato era che sin dal 2006 la Bur Rizzoli aveva pubblicato "Lussuria" e IO NON LO SAPEVO.

Prescindiamo dal mio dramma personale (che per reazione e ripicca mi ha fatto prendere tutti i libri di questa meravigliosa romanziera), andiamo alla novella. Nel libro sono raccolti altri due racconti, “I fiori di Yin Baoyan” (1944) e “Quanto odio” (1947 circa). Queste altre due novelle, dico subito, non sono meno belle e non meritano meno di “Lussuria”, tuttavia quest’ultima ha meriti tutti palrticolari...

Zhang Ailing possedeva la dote davvero rara (anche tra i migliori narratori), dell'intensità, emotiva e drammatica, del dire abbastanza da aprire in prospettiva un mondo intero attorno ad azioni semplici. Ho divorato il libro senza accorgermi delle pagine, anche se di tanto in tanto ho dovuto sospendere perché, in certi passaggi, c'era una forza tale di emozioni che sembravo sentire tutto in prima persona.

Al centro delle vicende ci sono sempre storie d'amore. Amore sofferto, amore vissuto. Riescono a essere romantiche a colpi di realismo: il grande orgoglio delle donne di Zhang Ailing si intreccia alla loro capacitá d'amare senza riserve, frenata e alimentata dalle rigidissime regole di etichetta e moralitá imposti alla donna dalle tradizioni della Cina. Una donna che combatte e spesso perde, che cerca il calore del sole e vola sul vento anche quando viene strappata alle rocce dove è cresciuta. Un mondo in cui la rovina è sempre dietro l'angolo, una distruzione definitiva e terribile in cui essere donne è tessere un miracoloso cammino tra l'amore e l'onore, quando spesso i due sono inconciliabili.




Nella Shangai degli anni Quaranta Jiazhi è l'amante del signor Yi, un collaborazionista del governo invasore giapponese. Come spiega Ang Lee nella Prefazione al libro, presso i cinesi c’è la credenza che un uomo sbranato da una tigre diventi poi il sul schiavo, come spirito, che attira altri uomini nella trappola. La parola per indicarlo è simile a quella per "prostituta". Zhang è il "prostituto" dell'invasore giapponese, e lei lo è in in certo senso di lui. Solo che Jiazhi è una spia, coinvolta ormai suo malgrado in un piano per uccidere il suo uomo. Nella novella tutto scorre davanti agli occhi del lettore durante l'attesa della protagonista, prima e nella speranza che lui la raggiunga. Se devono ucciderlo deve essere proprio quel giorno.
Il senso del ritmo di Zhang Ailing è incredibile: in “Lussuria” risalta particolarmente, perché le vicende sono legate e accennate come perle che scorrono tra le dita, ricordi di un passato recente e remoto che si caricano di luce e ombre, semitoni che sono simbolici di una penombra triste e crudele. 

I sentimenti hanno peso e responsabilità enormi, sono il motore intimo di tutto, ma non ho trovato un solo passaggio "sentimentale" o neanche lontanamente stucchevole. Di solito mi tengo lontana dai romanzi troppo incentrati su una storia d'amore, perché sono allergica al melenso in tutte le aalse, ma Zhang Ailing all'interno e attraverso l'amore ritrae tutta una società e un codice no n scritto, dove la donna è vincolata in modo ferreo ai doveri verso la famiglia di origine e quella acquisita col matrimonio, ma cerca di conciliare, dove possibile, una impetuositá dell’anima, una fragilitá e una delicatezza temprate dal fuoco. Jiazhi è una protagonista estremamente intelligente, attenta ai segnali piú infinetesimali del loro mondo di donne chiuse nella gabbia e territorio dei ruoli, delle gerarchie e del prestigio, donne che vedono e sanno fingere di non vedere, che sanno ingoiare senza piangere bocconi amari ma disperarsi per altre sciocchezze. In questo mondo Jiazhi danza nel suo ruolo, ma si innamora dell’uomo che dovrebbe far uccidere e, quel che è peggio e decisivo, si accorge che lui la ama.
Lui la ama, e questo cambierá le cose, portando all'epilogo.



Che dire. Ho visto il film almeno quindici volte, lo so quasi a memoria, eppure il romanzo mi ha emozionata come se non sapessi nulla. Ang Lee è riuscito a distillare lo spirito profondo della novella e farlo incarnare in immagine, e al tempo stesso Zhang Ailing ha scritto una storia inesauribile, che non si lascia racchiudere tra le pagine che la custodiscono e non perde niente del proprio fascino anche se la sua trama è conosciuta. 
Il film, oltre ad avvalersi di una regia meravigliosa e di musiche indimenticabili, può vantare un cast perfetto, con protagonisti ...

È stata un'autentica emozione leggere finalemente questo racconto, e un piacere persino inaspettato trovarlo cosí bello. Ancora di più, era difficile per le altre due novelle non sfigurare accanto a un piccolo gioiello, segno che siamo davvero di fronte a una scrittrice purosangue. Se esistesse un’edizione più pregiata dei suoi romanzi la comprerei sicuramente. Non mi lamento, ad ogni modo, della possibilità d’avere di comprare i libri a un buon rapporto qualità/prezzo...  non guasta proprio. Una nota assai felice e positiva dei romanzi di Zhang pubblicati dalla Bur Rizzoli è, infatti, che tutti i racconti sono, ringraziando gli dei, tradotti direttamente dal cinese. La qualità della stampa è l’economica Bur, ma l’immagine in copertina merita plauso: molto molto bella e indicativa, pertanto non posso che essere entusiasta del libro in se stesso.

Insomma, cosa fate ancora qui, in libreria signore e signori, a prendere/ordinare il gioiello! ;) Non vi auguro buona lettura, so che sará cosí!

@ Carla Righetti, Dita D'Inchiostro.

3 commenti:

  1. E' bello leggere post così entusiastici. :)

    Io ho visto e rivisto il film: BELLISSIMO. Mi hai fatto tornare la voglia di rivederlo! <3

    Ciao :>

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    Risposte
    1. Ciao Roberta!
      Grazie per il commento anzitutto! A questa recensione ci tenevo tanto... Troppo troppo bello tutto...
      Ho cercato di essere obiettiva e non sbrodolare troppo nella recensione (bisogna pur darsi mezzo tono, per non sembrare pazze scatenate... :D), visto che per me quel film è un autentico capolavoro. Questo piccolo blogghino è un angolo di sanità mentale e condivisione in una quotidianità generalmente desolante (ahhh, l'Italia...).
      Temevo che il racconto, così breve in fatto i pagine, fosse meno affascinante. Mi sono ricreduta, è perfetto.

      Ciao a te!

      Ps: Anche io l'ho rivisto, di nuovo. Muoio ogni volta.

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    2. XD Considerami tua follower. Keep in touch ;)

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