Ci
sono romanzi che arrivano senza alcun preavviso, al buio. Un attimo
sono lì tra tutti gli altri, quello dopo tra le mani. Prima ancora
di leggere la retrocopertina (sono spesso inutili se non svianti),
apri e in terza pagina, prima del titolo del primo capitolo, trovi
alcuni versi.
L'autore
del libro, Roberto Pazzi.
Il
tema, il figlio di Giulio Cesare e Cleopatra, il principe egiziano
Cesarione.
Non
conosci l'autore. Della trama non puoi dedurne molto, a parte il
fatto che si tratta di un esodo, di un libro che dall'evento storico
ne trae il senso umano attraverso il respiro irregolare delle
emozioni. L'atmosfera del libro, solo per questo, è già presente, e
decidi di immergerti con i personaggi in quel viaggio a ritroso, col
Mediterraneo alle spalle, a rincorreree l'unica speranza di salvezza.
"La
stanza sull'acqua" è un dipinto eterno di eventi sfuggiti alla
storia, personalità che la storia stessa ha condannato alla
sconfitta e all'ombra, dissanguate e private della vita e della
memoria.
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