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venerdì 5 aprile 2013

Psycho-Pass, l'eterna illusione di una società perfetta


Oggi parliamo di Psycho-Pass, uno degli anime più interessanti e profondi dell'ultimo anno, di cui (caso ormai più unico che raro) sono stati quasi immediatamente acquistati i diritti per la trasmissione/vendita in Italia.

La trama. In un prossimo futuro gli umani sembrano essere riusciti a costruire la società perfetta, grazie ad un sistema completamente automatizzato chiamato Psycho Pass. Esso è in grado di scansionare istantaneamente la mente di qualsiasi individuo, valutandone la personalità e i talenti, in modo da indirizzarlo verso il mestiere più adatto alle sue capacità e attitudini. In questo modo viene costruita una società all'apparenza perfetta, dove tutti sono soddisfatti della propria vita e occupano un ruolo ben preciso conforme al proprio carattere.

Ma gli esseri umani non sono creature perfette, talvolta alcuni di loro deviano dalla “retta” via e compiono crimini contro gli altri. Per questo il sistema ha un ulteriore compito: individuare nella massa i pericoli per l'ordine pubblico e comunicare la loro esistenza al Public Safety Bureau, la moderna polizia.

Una squadra di polizia è composta da tre segmenti: uno o più analisti, incaricati di analizzare i dati e offrire supporto dalle retrovie, gli ispettori, coloro che prendono le decisioni sul campo ed effettuano gli arresti, e infine gli agenti (o enforcer) che si occupano della parte prettamente “fisica” del lavoro.


Questi ultimi sono in realtà delle persone il cui Psycho-Pass è oscurato, ergo dei criminali veri e propri o potenziali. Mentre solitamente i criminali vengono rinchiusi in “strutture di correzione”, ad alcuni di loro in possesso di doti particolari viene offerta la possibilità di lavorare come agenti sottoposti agli ispettori. E' una libertà parziale, in quanto non possono uscire dall'ufficio senza permesso e neanche condurre una vita normale, e sono continuamente sottoposti a pericoli, ma è pur sempre meglio di una vita spesa in un istituto di correzione.


mercoledì 30 gennaio 2013

Smile! Precure, un sorriso per il futuro


Il fenomeno delle Precure avrebbe bisogno di un post di spiegazioni a parte, cosa che faremo prima o poi, ma dato che oggi vogliamo parlare dell'ultimo anime della serie, ci limiteremo a dare le nozioni fondamentali.

Le Precure sono una serie di anime del genere majokko (maghette), diversi fra loro per protagoniste, tema centrale e storia. A parte rare eccezioni (come nel caso di sequel), ogni serie può essere vista senza conoscere le precedenti. Le Precure sono legate, oltre che dal nome (contrazione di Pretty Cure), anche da elementi come l'azione e le mascotte-simil-peluche. 

Infatti le maghette, pur combattendo con i classici scettri/raggi di energia/mosse speciali finali, non disdegnano di riempire di botte i loro nemici usando calci, pugni, oggetti contundenti, armi e arti marziali varie. 

Nota bene: rimangono comunque un prodotto rivolto ad un target di bambini, quindi non vedrete mai sangue o scene alla Madoka Magica.

Una delle novità rispetto ad altri tipi di anime majokko è che al posto del classico gruppo di amiche unite contro il male, le Precure di solito erano solo due. Una coppia di amiche che, progressivamente, imparavano a conoscersi, unite da una comune missione. Questo dava spazio ad una maggiore introspezione delle protagoniste e ai loro rapporti con gli altri, e anche ad una splendida amicizia, più intima e personale di quanto si possa avere in un gruppo. (A tutti voi yuristi la fuori: si, nelle Precure lo yuri si spreca! xD)

In formazione, nuova Armata dello Yuri! Err, volevo dire... Smile Precure!


domenica 27 gennaio 2013

Cyborg 009 - Un Mito intramontabile sbarca oltreoceano per un restyling



Omammamia, che è. 

La Neme che scrive un articolo su una cosa recente
Così recente-recente che ancora neanche è uscita?!?!
Ebbene sì, anche io ho i miei momenti in cui sto al passo coi tempi. 
Ma come resistere?!
Uno dei miei miti da bambina... una serie che parla di macchine umane... rivisitata dal disegnatore principale di Red Robin?!
Goia et Gaudio. Mi ci butto a capofitto.


Dati essenziali sull'opera

Cyborg 009 (サイボーグ 009) è un manga di Shotaro Ishinomori che data molto indietro nel tempo: il ben lontano 1964! (ecco... ci pareva strano che la Neme non scrivesse di cose pre-anni 80 ¬_¬ NdLettori).
Qui da noi, la serie è arrivata al successo grazie alla trasposizione anime del 1968. Nel 2001 la serie è stata oggetto di un remake di ben 51 episodi che ha riscontrato un discreto successo, soprattutto negli USA. Questo a prova del fatto che Cyborg 009 è una di quelle storie “sempre vive”, che vanta anche alcuni drama per la radio, un sequel moderno in stile manga, la rivisitazione in stile comics che mi accingo a recensire, alcuni videogiochi e dei film, l'ultimo dei quali (009 Re: Cyborg) è uscito giusto l'anno scorso. (Trattasi du un ibrido 2D e 3D che ha la Pepsi come sponsor... ma non divaghiamo.)


giovedì 24 gennaio 2013

Samidare - Lucifer & Biscuit Hammer: il Martello Biscotto ci distruggerà TUTTI!!


Samidare – Lucifer & Biscuit Hammer è uno di quei manga strani, che ad una prima occhiata non lasciano una grande impressione e rischiano di essere (ingiustamente) lasciati sullo scaffale... Finché non inizi a leggere e ti ritrovi davanti:

  • Yuuhi Amamiya, un ragazzo come tanti, gravato dal peso di un passato tragico

  • Una lucertola parlante, che si autoproclama Cavaliere della Lucertola e coscienza/grillo parlante del sopracitato ragazzo

  • Il quale, secondo la lucertola, dovrebbe allearsi con la misteriosa principessa Samidare per salvare la terra da un Mago malvagio che vuole distruggerla...

  • usando Biscuit Hammer, un gigantesco martello nel cielo, visibile solo a chi è consapevole della sua esistenza, e che inesorabilmente stà calando sulla terra...

  • peccato che al ragazzo non importi nulla di salvare il mondo, anzi!

  • E neanche alla superforzuta principessa frega qualcosa della sorte del pianeta... Lei si limiterà a salvare il mondo solo perché vuole distruggerlo con le sue stesse mani!

  • Tutto questo mentre sullo sfondo Biscuit Hammer cala inesorabile, ignorato da tutti... sopratutto da chi ci dovrebbe salvare xD E il delirio prosegue inarrestabile...


mercoledì 9 gennaio 2013

Sword Art Online, quando la ciambella ti viene senza il buco.


Oggi parliamo di uno degli anime più discussi del 2012: Sword Art Online, tratto dall'omonima serie di light novel di Reki Kawahara.

Nel bene o nel male, Sword Art Online è riuscito ad ottenere quello che altri anime possono solo sperare: dividere i fan. Oddio, dopo Evangelion i fan di anime e manga sono sempre pronti a prendere posizioni e a darsi addosso come parlamentari prima di un voto di sfiducia (o come pescivendole al mercato del mercoledì), ma raramente lo fanno con tanta foga. Pochissimi titoli possono vantare una flame war su ogni fotogramma trasmesso, su scelte di regia, doppiaggio, animazioni, sceneggiatura, fanservice e via discorrendo.

Ma cercando di vedere oltre le pagine e pagine di discussione sui forum, nelle chat e sui siti di informazione, cosa resta realmente di Sword Art Online? E' davvero il capolavoro del decennio come sostengono alcuni, o una furbata abilmente architettata per incantare i creduloni? Noi di Dita D'Inchiostro proveremo oggi a dire la nostra, e cioé che spesso la verità non stà agli estremi ma nel mezzo. Vediamo perché.

Edit: non era mia intenzione quando ho iniziato a scrivere questa recensione, ma alla fine ho deciso di mettere questo anime nello Scaffale della Vergogna, per il tremendo incazzo che la seconda parte mi ha causato.
Non avendo letto interamente la light novel da cui è tratto l'anime, non so quanta colpa attribuire allo studio di animazione per le "falle" nella storia e quanta all'autore... Ma diciamo che io incolperei tutti. Comunque mi informano che la LN è molto migliore dell'anime, fate voi.


La trama. Nell'anno 2022 il mondo dei videogame è finalmente pronto a fare un balzo tecnologico senza precedenti, grazie all'innovativa tecnologia del Nerve Gear, una specie di casco che, se indossato, è in grado di stimolare i cinque sensi attraverso il cervello, permettendo l'immersione in un mondo virtuale molto simile alla realtà. Il 6 novembre 2022 stà finalmente per essere immesso nel mercato Sword Art Online, il primo VRMMORPG (Virtual Reality Massively Multiplayer Online Role-Playing Game) della storia.

Kazuto Kirigaya, noto nel gioco con il suo pseudonimo di Kirito, è uno fra le poche centinaia di fortunati che ha avuto l'occasione di provare la versione beta del gioco. Insoddisfatto del mondo reale, che percepisce come grigio e privo di prospettive, il giorno dell'uscita ufficiale Kirito è ansioso di immergersi nuovamente nel bellissimo mondo di SAO.


Dopo poche ore di gioco però, gli utenti iniziano a notare uno strano bug: manca infatti l'opzione di log-out, l'unica cosa in grado di disconnettere i loro cervelli da SAO e riportarli nel mondo reale. Inoltre, tutti i giocatori vengono spogliati dell'avatar fittizio che si erano costruiti, e sono costretti a fronteggiarsi con il loro vero aspetto.

Il creatore del gioco, Kayaba Akihiko, fa' allora una rivelazione: le coscienze degli utenti sono imprigionate nel mondo di SAO, e l'unico modo per uscire dal gioco è sconfiggere il boss del centesimo livello. Inoltre, qualsiasi tentativo esterno di disconnettere i Nerve Gear, porterà in automatico alla morte del giocatore, così come nel caso gli HP (i punti-vita) dovessero azzerarsi, cosa che può accadere per esempio lottando contro un mostro.


Nell'ondata di panico che segue l'annuncio, forte della sua esperienza con il gioco, Kirito capisce che l'unica chance che ha di sopravvivere consiste nello sfruttare le sue conoscenze e allontanarsi dalla massa. Questa decisione egoistica, seppur presa con cognizione di causa e sofferenza, gli costerà l'etichetta di beater (giocatore della beta e cheater, imbroglione) e l'isolamento dagli altri per tutto il tempo che vivrà prigioniero in SAO. La sua unica salvezza sarà l'amicizia e l'amore di Asuna, una ragazza coraggiosa che combatte in prima linea per uscire da SAO...

La prima parte è la ciambella. SAO è un anime di 25 episodi diviso in due archi narrativi principali, SAO (come il titolo dell'anime e del gioco) e ALO.

SAO si concentra sul mondo virtuale in cui Kirito e Asuna sono costretti a vivere, una prigione priva di sbarre, pericoloso e mortale (la morte può arrivare in ogni istante per la minima disattenzione), ma innegabilmente pieno di bellezza e fascino.

Il mondo di SAO è fatto di città simil-medievali a misura d'uomo, prati sempre fioriti, pacifici laghi in mezzo a boschi incontaminati, vette innevate, tramonti mozzafiato e castelli sospesi nel cielo. E' un mondo talmente affascinante che, pur consapevoli della sua pericolosità, molti giocatori iniziano ad adattarsi e abbandonano l'idea di uscirne, in quanto il mondo reale non ha per loro nulla di altrettanto bello per cui valga la pena combattere.


venerdì 19 ottobre 2012

RIN-NE, gli shinigami secondo Rumiko Takahashi


Oggi su Dita D'Inchiostro parleremo dell'ultima fatica di un'autrice molto conosciuta ed amata: RIN-NE di Rumiko Takahashi. Se non l'avete mai sentita nominare, allora dovete aver vissuto sulla luna negli ultimi trent'anni e mi dispiace molto per voi. (Bella vista però).

Rumiko Takahashi è un'autrice che, direttamente o indirettamente, ha plasmato l'infanzia e l'adolescenza di molti otaku, sia giapponesi che occidentali, con opere come Lamù, Maison Ikkoku (Cara dolce Kyoko), Ranma ½ e Inuyasha. Ognuna di queste opere ha avuto una serializzazione lunghissima e una trasposizione animata di successo. (L'unica eccezione è One Pound Gospel, una serie in quattro volumi da cui è stato tratto solo un misero OAV di 55 minuti... oh beh, in ogni grande famiglia c'è la classica pecora nera.)

Dopo il grande successo ottenuto con Inuyasha, una delle sue opere più “mature” sia per i temi che per il grado di violenza, la cui serializzazione è durata ben dodici anni, la Takahashi si è presa una meritata pausa durata qualche mese. Fino all'aprile del 2009, quando è tornata alla carica con RIN-NE.


La trama. Quando Sakura Mamiya era molto piccola, durante una passeggiata in montagna si perse e finì nel mondo degli spiriti. Lì una signora molto gentile la aiutò a ritrovare la strada per il mondo degli uomini, ma contemporaneamente per il suo bene le bloccò i ricordi di quell'esperienza. L'evento tuttavia non fu senza conseguenze. Infatti da allora Sakura ha la capacità di vedere gli spiriti delle persone morte. Ormai adolescente si è abituata a vedere le cose più strane, e non dà molto peso al fatto di essere l'unica ad accorgersi della presenza di Rinne Rokudo, un suo compagno di classe che non si presenta mai a lezione, scambiandolo per un fantasma. In realtà il ragazzo è per metà uno shinigami, un Dio della morte con il compito di placare le anime dei defunti ed aiutarle nel trapasso verso l'aldilà.

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