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venerdì 16 novembre 2012

Il Conciliatore, di Brandon Sanderson: un mondo dove gli Dei vivono fra i comuni mortali.


Dopo la recensione su La Via dei Re, torna Brandon Sanderson su Dita D'Inchiostro! (E Walter Moers mi guarda male... ma va bene!)

Per informazioni sull'autore vi rimando all'articolo su La Via dei Re, così risparmio tempo e aumento le visite (♥).

La trama. La vita di Siri, principessa del regno di Idris, è inaspettatamente semplice. In quanto terzogenita non è gravata dal peso di ereditare la corona, e non deve prepararsi come la sorella Vivienna ad un matrimonio combinato. La sua esistenza serena e spensierata si riflette nella sua incapacità di controllare il colore dei capelli. Infatti un tratto caratteristico della sua famiglia è quello di poter cambiare, volontariamente o a seconda delle emozioni, il colore dei propri capelli. Ciò non è visto di buon occhio a Idris, dove tutti si vestono di bianco e disprezzano i colori a causa del vicino regno di Hallandren.

Ad Hallandren i colori sono al centro di un vero e proprio culto, anche grazie al tipo di magia che vi si pratica. Ogni uomo possiede un Soffio vitale, che può essere donato o ceduto in cambio di denaro, o acquisito per assumere potere. Un uomo con molti soffi gode di diversi potenziamenti e abilità, fra cui di base quello di vedere i colori e le cose in molto molto più dettagliato e acceso delle persone comuni. Un uomo dotato di molti Soffi può anche infonderne alcuni in degli oggetti per animarli.

L'intera Hallandren è quindi un regno coloratissimo, pieno di stoffe, tessuti, quadri, decorazioni, governato da una teocrazia di sacerdoti che amministrano la vita pubblica. Un'altra particolarità di Hallandren consiste nelle divinità: non sono, come in altre religioni, entità astratte e lontane, ma esseri umani tornati in vita dopo una morte eroica. Gli Dei, dopo il loro ritorno dalla morte, sono dotati di più Soffio di chiunque altro. Non hanno ricordi della loro vita precedente, ma è stata data loro una seconda occasione per portare a compimento una missione, diversa per ognuno. Nessuno conosce la natura della propria missione fino a quando non giunge il momento. Essi possono infatti scegliere di cedere il proprio Soffio vitale (e quindi sacrificare la propria vita) per salvare la vita di una o più persone, ma stà a loro decidere sé e quando.


Gli Dei ascoltano quotidianamente le suppliche del loro popolo, e anche se raramente soddisfano un desiderio visto l'alto prezzo loro richiesto, la fede in loro rimane salda e forte, in quanto sono divinità che possono essere viste e toccate.

mercoledì 24 ottobre 2012

Le Cronache della Folgoluce volume 1: La Via dei Re


Rimpiango i giorni precedenti all’Ultima Desolazione. L’epoca prima che gli Araldi ci abbandonassero e i Cavalieri Radiosi si rivoltassero contro di noi. Un tempo in cui c’era ancora la magia nel mondo e l’onore nel cuore degli uomini. Il mondo divenne nostro e noi lo perdemmo. Pare che nulla costituisca una sfida per le anime degli uomini quanto la vittoria stessa. Forse quella vittoria è stata un’illusione fin dall’inizio?

Capita alle volte, durante una lunga carriera come lettrice, di incontrare uno o più libri che riescono a spedirti una scarica di piacere (letterario) dritta al cervello. Mentre le tue sinapsi si autodistruggono per la troppa felicità, tu saltelli come un coniglio sotto anfetamine per la stanza borbottando frasi incoerenti sulla falsariga di OMG OMG PERCHE' NON TI CONOSCEVO OMG OMG C-A-P-O-L-A-V-O-R-O!! Passato l'impatto iniziale, quel momento di accecante delirio che ti toglie la facoltà di intendere e di volere, guardi il libro che ancora stringi fra le mani e inizi a sudare. Sai che quel volume, all'apparenza così innocuo, potrebbe essere l'inizio di un delirio che ti accompagnerà per tutta la vita. Un “Always” alla Harry Potter, per intenderci.

Ma sai anche che è troppo tardi per scappare.

Copertina inglese del libro.
E così, con l'animo sereno di un kamikaze che sa di aver messo in ordine tutte le sue cose ed è pronto al sacrificio più estremo (più una sniffata non molto discreta alle pagine, in modo che l'odore di inchiostro ti droghi abbastanza da farti dimenticare la follia che stai per compiere), prendi una decisione. Tu comprerai – e leggerai – tutte le opere di quell'autore. Ma tutte tutte tutte, eh. Anche a costo di fare le peggiori follie. Se suddetto autore metterà all'asta su ebay la lista della spesa compilata di suo pugno ebbene, sarà tua.

Poco dopo il suicidio del tuo portafogli, prendi un'altra decisione. Non ti basta più aver comprato e letto ogni opera del suddetto autore, no. Tu devi diffondere il suo nome ai quattro angoli del globo, e convertire le masse.

Ed ecco come sono finita a recensire La Via dei Re di Brandon Sanderson, il primo volume di una serie fantasy di dieci libri, Le Cronache della Folgoluce. Come avrete intuito dal mio breve (e delirante) prologo, noi di Dita D'Inchiostro recensiremo ogni libro di questo autore esattamente come stiamo facendo per Walter Moers (Le tredici vite e mezzo del Capitano Orso Blu, Ensele Krete... ricordate?). Ma bando alle ciance e iniziamo con la parte migliore, cioé...

Szeth, illustrato da Ben McSweeny.
"Abiti bianchi per un assassino erano una tradizione
tra i Parshendi. [...] Bianco per mostrarsi audace.
Bianco per non confondersi nella notte. Bianco per
dare un avvertimento. Poiché se stavi per assassinare
un uomo, a lui era concesso vederti arrivare.
"
La trama! La storia si apre con un preludio che narra la fine dell'Ultima Desolazione. “Desolazione” è il termine usato per indicare le guerre fra gli uomini e i Nichiliferi, una razza sconosciuta di cui si sa ben poco. Ad ogni Desolazione la razza umana viene quasi completamente annientata, e occorrono diversi secoli per rimediare alla devastazione causata dai Nichiliferi. A supportare gli uomini in queste battaglie, vi sono i dieci Araldi, misteriosi individui dotati di poteri soprannaturali e scambiati per divinità dagli esseri umani. Gli Araldi, legati da un giuripatto, sono costretti a combattere e al termine di ogni Desolazione debbono tornare in un misterioso “luogo di eterna sofferenza” in attesa di rinascere nuovamente. Al termine di quella che poi verrà ricordata come l'Ultima Desolazione, miracolosamente, sono sopravvissuti ben nove Araldi su dieci. Devastati da millenni di sofferenze, i nove Araldi attuano quello che verrà poi ricordati dagli uomini come il Tradimento: abbandonano le proprie armi e il Giuripatto, costringendo il decimo di loro (non presente perché già morto, e quindi diretto verso il luogo di eterna sofferenza) ad assumersi l'intero peso del loro compito.

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