Grazie ai nostri potenti mezzi (leggasi: cervello in fuga negli USA) Dita d'Inchiostro vi offre una recensione in anteprima di "Les Misérables".
Il regista Tom Hooper (nella sua filmografia ricordiamo "Il Discorso del Re", Oscar per miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista e miglior sceneggiatura originale) si cimenta nella trasposizione cinematografica del Musical "Les Misérables", a sua volta ispirato all'omonimo romanzo di Victor Hugo.
Il film apre nel 1815, anno della Restaurazione, quando Jean Valjean, prigioniero 24601, viene liberato sulla parola dopo 19 anni di prigionia, dopo una condanna per il furto di un pezzo di pane, prolungata a causa di ripetuti tentativi di evasione. Anche fuori dalla galera, Valjean è un uomo marchiato. "Les Misérables" è la storia della sua redenzione, in fuga dalla caccia all'uomo da parte dell'ispettore Javert mentre cerca di costruirsi una nuova vita all'insegna del bene. Il film (e il musical) si preoccupano principalmente di seguire le vicende dei personaggi, piuttosto che il contesto storico che va a costituire uno sfondo a tratti un po' sfocato. Ciononostante la miseria, le difficoltà, le ingiustizie e la lotta per il riscatto che sono l'ossatura del romanzo risultano ben trasposte nell'adattamento cinematografico.
Come di consueto per un film non ancora uscito in Italia non ci addentreremo nei dettagli della trama per evitare eccessivi spoiler a chi non ha letto il romanzo o visto il musical. Spoiler minori sulla trama dopo il break…
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