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sabato 28 febbraio 2015

La storia della Principessa Splendente, l'ultimo capolavoro dello Studio Ghibli

*fa capolino*

Ehm, salve! Quanto tempo inserire risata nervosa!
E' passato più di un anno dall'ultimo post pubblicato qui... Siamo sparite senza avvertire, e in nostra assenza il blog ha continuato a ricevere visite, commenti, i “mi piace” sulla Pagina Facebook sono aumentati progressivamente, e noi niente, chiuse in un silenzio di una fetenza spettacolare. Ma che volete farci, ultimamente ne sono successe di tutti i colori, e il blog è passato in secondo (ma anche terzo o quarto) piano, e anche se abbiamo continuato a guardare tutte le cose carine che uscivano e a leggere bei manga o libri la voglia di condividere le nostre esperienze era pari a zero. Succede.

Ma piano piano la voglia di tornare a scrivere in questo spazio è tornata, perlomeno a me, e ho deciso che saltuariamente farò un post su questo blog... Magari non con lo stesso ritmo di prima, ma quando incontro qualcosa degno di nota, perché no?

E la cosa, o meglio, il film d'animazione che mi ha spinta a riprendere in mano il blog per dire mammamiaquantoèbelloguardateloTUTTI è La storia della Principessa Splendente (Kaguya-Hime no Monogatari), ultima fatica di Isao Takahata, co-fondatore dello Studio Ghibli. Si, quello di Miyazaki. Si, Takahata è quello bravo quanto Miyazaki ma che vende un botto di meno. Si, è lo stesso tizio che ha fatto Una tomba per le lucciole. Bravi, armatevi di fazzoletti, avete già capito dove andremo a parare.





martedì 15 ottobre 2013

La danza delle marionette - L'urban Fantasy italiano ha ancora qualcosa da dire

Suona la danza e le marionette si muovono a tempo di musica.
Galinder e Malakith. I loro seguaci, i loro servi.
Angus. E Kerri.
Chi è che regge i fili?


Salve a tutti. È la prima volta che scrivo su questo blog, anche se mi ero offerta di collaborare diverso tempo fa in quanto amyketta di Panssj perché sono troppo cazzona per tenere un mio blog perché mi sarebbe piaciuto provare. La verità è che non so se sono all’altezza, però volevo cimentarmi con questa recensione perché secondo me il romanzo di cui mi appresto a parlare merita. L’ho conosciuto grazie ad un forum che frequento (Massacri Fantasy), che ne aveva parlato bene e aveva consigliato la relativa catena dilettura su aNobii (ebbene sì, sono una anobiana anch’io). E a proposito, consiglio l’esperienza della catena di lettura, bisogna aspettare un po’ per il libro ma ne vale la pena e un piego di libri ha un prezzo veramente irrisorio (1,28 €).

Il romanzo in questione è “La danza delle marionette” di Luca Buggio. Ho deciso di recensirlo principalmente per un motivo: è stato pubblicato da una casa editrice piccola e ha avuto una distribuzione praticamente nulla, ma sono convinta che meriti un po’ di pubblicità. Perché fa abbastanza schifo che le grandi case editrici pubblichino libr cose come “Marked”, magari accompagnate da grandi campagne pubblicitarie, e che un romanzo come questo venga completamente ignorato perché non si rivolge a un pubblico di adolescenti decerebrati. Inoltre l’autore è una persona molto disponibile e aperta alle critiche, e posso assicurare che non se ne incontrano poi molte. Ma basta con l’introduzione.

martedì 2 luglio 2013

30 giorni di... Giorno 02 - Il titolo che più riguardi\rileggi con piacere: Disney e molto altro

In questa definizione potrebbe tranquillamente rientrare Harry Potter, di cui abbiamo già parlato ieri. Ma siccome non mi piace ripetermi...


Ogni anno (anche più volte durante l'anno) mi riguardo tutta la filmografia Disney & Pixar. Dagli esordi ad oggi. Ormai li conosco talmente a memoria che ripeto le battute prima che vengano dette sullo schermo. E canto le canzoni quando penso che nessuno mi senta. Eppure continuo a guardali, ancora e ancora. I miei film preferiti? Mulan, Il Re Leone e La Sirenetta. Più Wall-E, che io considero il capolavoro della Pixar. Li ho in VHS, DVD e BLU-RAY. Le VHS sono consumate in più punti, a furia di riavvolgerle. 


Invece il libro che ri-leggo più spesso (anche questo almeno una volta l'anno, abbinato alla ri-visione del film) è Orgoglio & Pregiudizio di Jane Austen. Raramente ho trovato uno stile così "perfetto" e un ritratto più ironico della società inglese ottocentesca. Inoltre, l'evoluzione del rapporto fra Elizabeth e Mr Darcy, il lento e progressivo scoprirsi a vicenda, perché niente è mai come appare e spesso quello che sappiamo degli altri è solo l'idea che ci facciamo di loro. Un rapporto idealizzato? Certamente. Ripetuti incontri "casuali" che fanno sorridere il lettore esperto? Innegabile. Ma per questo meno piacevole? Assolutamente no. 


Un'altra mia passione sono i disaster movie, o i film avventurosi in generale. Ho perso il conto di quante volte ho visto Deep Impact, il disaster movie per eccellenza (e che ha creato il mio incubo più ricorrente, una gigantesca onda pronta a piombarmi addosso dall'alto). Pieno di esagerazioni come ogni disaster movie che si rispetti, ma un pò per la trama, un pò per i sentimenti umani (anche se sterotipati), leggermente sopra la media. E poi oh, è stato il mio primo amore-disaster movie. 


Anche se nessun film riuscirà a detronizzare il primo Jurassik Park. Io dopo vent'anni sono ancora innamorata di Alan Grant. E dei Raptor.  

@ Daniela Guadagni, Dita D'Inchiostro.

lunedì 1 luglio 2013

30 giorni di... Giorno 01 - Il titolo che ti riporta alla tua infanzia: Harry Potter. Riflessioni su Harry Potter #0


Correva il lontano... errr... 1998? (Boia, è lontano forte) Io ero una giovane innocente (?) ancora ignara del futuro fatto di fandom e delirio che mi aspettava, e di tutte le belle cose che avrebbero riempito le mie giornate di fangirl... 
Il giorno del mio ottavo compleanno, una mia compagna di classe mi regalò un libro avvolto in una carta rossa. Ero stupita: sebbene fossi già una vorace lettrice, nessuno aveva ancora pensato di regalarmi un libro per il mio compleanno (all'epoca si limitavano a qualche barbie, con mio grande disappunto perché io volevo action man). 

Lo accarezzai a lungo prima di scartarlo; era un momento speciale. A quel punto la mia passione per la lettura si stava già trasformando in una sete inestinguibile che mi avrebbe tormentato per tutto il resto della vita. 

Ricordo bene quel momento: ero in classe, circondata da bambini urlanti, l'autrice del regalo mi guardava con occhi ansiosi (non mi ha più regalato niente, ma quel regalo è bastato per tutti i regali di una vita), il sole entrava dalla finestra riscaldando l'ambiente in una delle rare belle giornate di primavera... 
... scartai il pacco e mi comparve davanti un bambino che cavalcava un libro volante. Sopra, un titolo: Harry Potter e la Camera dei Segreti


venerdì 12 aprile 2013

Il Grande e Potente Oz: una grande e potente delusione.

Il nostro scaffale della vergogna si arricchisce, ahinoi, di un nuovo elemento. Oz the Great and Powerful, pur avendo momenti di qualità, si è rivelato un'esperienza decisamente insoddisfacente. Il più recente film della Disney Pictures, direttoda Sam Raimi (La Casa, Spider Man) vuole essere un prequel de "Il mago di Oz" del 1939, il cult movie con Judy Garland nella parte di Dorothy.

Siete curiosi di sapere come il Mago di Oz è arrivato nella terra di Oz, e qual è la storia dietro alle streghe cattive dell'est e dell'ovest. Anche noi lo eravamo, e il vostro Raistlinsama ha entusiasticamente deciso di spendere un paio d'ore al cinema per vedere questo film. Per cominciare a pentirsene quasi subito.


mercoledì 30 gennaio 2013

Smile! Precure, un sorriso per il futuro


Il fenomeno delle Precure avrebbe bisogno di un post di spiegazioni a parte, cosa che faremo prima o poi, ma dato che oggi vogliamo parlare dell'ultimo anime della serie, ci limiteremo a dare le nozioni fondamentali.

Le Precure sono una serie di anime del genere majokko (maghette), diversi fra loro per protagoniste, tema centrale e storia. A parte rare eccezioni (come nel caso di sequel), ogni serie può essere vista senza conoscere le precedenti. Le Precure sono legate, oltre che dal nome (contrazione di Pretty Cure), anche da elementi come l'azione e le mascotte-simil-peluche. 

Infatti le maghette, pur combattendo con i classici scettri/raggi di energia/mosse speciali finali, non disdegnano di riempire di botte i loro nemici usando calci, pugni, oggetti contundenti, armi e arti marziali varie. 

Nota bene: rimangono comunque un prodotto rivolto ad un target di bambini, quindi non vedrete mai sangue o scene alla Madoka Magica.

Una delle novità rispetto ad altri tipi di anime majokko è che al posto del classico gruppo di amiche unite contro il male, le Precure di solito erano solo due. Una coppia di amiche che, progressivamente, imparavano a conoscersi, unite da una comune missione. Questo dava spazio ad una maggiore introspezione delle protagoniste e ai loro rapporti con gli altri, e anche ad una splendida amicizia, più intima e personale di quanto si possa avere in un gruppo. (A tutti voi yuristi la fuori: si, nelle Precure lo yuri si spreca! xD)

In formazione, nuova Armata dello Yuri! Err, volevo dire... Smile Precure!


giovedì 24 gennaio 2013

Samidare - Lucifer & Biscuit Hammer: il Martello Biscotto ci distruggerà TUTTI!!


Samidare – Lucifer & Biscuit Hammer è uno di quei manga strani, che ad una prima occhiata non lasciano una grande impressione e rischiano di essere (ingiustamente) lasciati sullo scaffale... Finché non inizi a leggere e ti ritrovi davanti:

  • Yuuhi Amamiya, un ragazzo come tanti, gravato dal peso di un passato tragico

  • Una lucertola parlante, che si autoproclama Cavaliere della Lucertola e coscienza/grillo parlante del sopracitato ragazzo

  • Il quale, secondo la lucertola, dovrebbe allearsi con la misteriosa principessa Samidare per salvare la terra da un Mago malvagio che vuole distruggerla...

  • usando Biscuit Hammer, un gigantesco martello nel cielo, visibile solo a chi è consapevole della sua esistenza, e che inesorabilmente stà calando sulla terra...

  • peccato che al ragazzo non importi nulla di salvare il mondo, anzi!

  • E neanche alla superforzuta principessa frega qualcosa della sorte del pianeta... Lei si limiterà a salvare il mondo solo perché vuole distruggerlo con le sue stesse mani!

  • Tutto questo mentre sullo sfondo Biscuit Hammer cala inesorabile, ignorato da tutti... sopratutto da chi ci dovrebbe salvare xD E il delirio prosegue inarrestabile...


mercoledì 9 gennaio 2013

Sword Art Online, quando la ciambella ti viene senza il buco.


Oggi parliamo di uno degli anime più discussi del 2012: Sword Art Online, tratto dall'omonima serie di light novel di Reki Kawahara.

Nel bene o nel male, Sword Art Online è riuscito ad ottenere quello che altri anime possono solo sperare: dividere i fan. Oddio, dopo Evangelion i fan di anime e manga sono sempre pronti a prendere posizioni e a darsi addosso come parlamentari prima di un voto di sfiducia (o come pescivendole al mercato del mercoledì), ma raramente lo fanno con tanta foga. Pochissimi titoli possono vantare una flame war su ogni fotogramma trasmesso, su scelte di regia, doppiaggio, animazioni, sceneggiatura, fanservice e via discorrendo.

Ma cercando di vedere oltre le pagine e pagine di discussione sui forum, nelle chat e sui siti di informazione, cosa resta realmente di Sword Art Online? E' davvero il capolavoro del decennio come sostengono alcuni, o una furbata abilmente architettata per incantare i creduloni? Noi di Dita D'Inchiostro proveremo oggi a dire la nostra, e cioé che spesso la verità non stà agli estremi ma nel mezzo. Vediamo perché.

Edit: non era mia intenzione quando ho iniziato a scrivere questa recensione, ma alla fine ho deciso di mettere questo anime nello Scaffale della Vergogna, per il tremendo incazzo che la seconda parte mi ha causato.
Non avendo letto interamente la light novel da cui è tratto l'anime, non so quanta colpa attribuire allo studio di animazione per le "falle" nella storia e quanta all'autore... Ma diciamo che io incolperei tutti. Comunque mi informano che la LN è molto migliore dell'anime, fate voi.


La trama. Nell'anno 2022 il mondo dei videogame è finalmente pronto a fare un balzo tecnologico senza precedenti, grazie all'innovativa tecnologia del Nerve Gear, una specie di casco che, se indossato, è in grado di stimolare i cinque sensi attraverso il cervello, permettendo l'immersione in un mondo virtuale molto simile alla realtà. Il 6 novembre 2022 stà finalmente per essere immesso nel mercato Sword Art Online, il primo VRMMORPG (Virtual Reality Massively Multiplayer Online Role-Playing Game) della storia.

Kazuto Kirigaya, noto nel gioco con il suo pseudonimo di Kirito, è uno fra le poche centinaia di fortunati che ha avuto l'occasione di provare la versione beta del gioco. Insoddisfatto del mondo reale, che percepisce come grigio e privo di prospettive, il giorno dell'uscita ufficiale Kirito è ansioso di immergersi nuovamente nel bellissimo mondo di SAO.


Dopo poche ore di gioco però, gli utenti iniziano a notare uno strano bug: manca infatti l'opzione di log-out, l'unica cosa in grado di disconnettere i loro cervelli da SAO e riportarli nel mondo reale. Inoltre, tutti i giocatori vengono spogliati dell'avatar fittizio che si erano costruiti, e sono costretti a fronteggiarsi con il loro vero aspetto.

Il creatore del gioco, Kayaba Akihiko, fa' allora una rivelazione: le coscienze degli utenti sono imprigionate nel mondo di SAO, e l'unico modo per uscire dal gioco è sconfiggere il boss del centesimo livello. Inoltre, qualsiasi tentativo esterno di disconnettere i Nerve Gear, porterà in automatico alla morte del giocatore, così come nel caso gli HP (i punti-vita) dovessero azzerarsi, cosa che può accadere per esempio lottando contro un mostro.


Nell'ondata di panico che segue l'annuncio, forte della sua esperienza con il gioco, Kirito capisce che l'unica chance che ha di sopravvivere consiste nello sfruttare le sue conoscenze e allontanarsi dalla massa. Questa decisione egoistica, seppur presa con cognizione di causa e sofferenza, gli costerà l'etichetta di beater (giocatore della beta e cheater, imbroglione) e l'isolamento dagli altri per tutto il tempo che vivrà prigioniero in SAO. La sua unica salvezza sarà l'amicizia e l'amore di Asuna, una ragazza coraggiosa che combatte in prima linea per uscire da SAO...

La prima parte è la ciambella. SAO è un anime di 25 episodi diviso in due archi narrativi principali, SAO (come il titolo dell'anime e del gioco) e ALO.

SAO si concentra sul mondo virtuale in cui Kirito e Asuna sono costretti a vivere, una prigione priva di sbarre, pericoloso e mortale (la morte può arrivare in ogni istante per la minima disattenzione), ma innegabilmente pieno di bellezza e fascino.

Il mondo di SAO è fatto di città simil-medievali a misura d'uomo, prati sempre fioriti, pacifici laghi in mezzo a boschi incontaminati, vette innevate, tramonti mozzafiato e castelli sospesi nel cielo. E' un mondo talmente affascinante che, pur consapevoli della sua pericolosità, molti giocatori iniziano ad adattarsi e abbandonano l'idea di uscirne, in quanto il mondo reale non ha per loro nulla di altrettanto bello per cui valga la pena combattere.


venerdì 7 dicembre 2012

Le cinque leggende: come iniziare alla grande il mese di Dicembre!


GilgAdmin viene convocata da Nemesi qualche giorno fa, all'insegna del grido: "Cinema!".

Le dice ovviamente sì.

Non le chiede informazioni sul film: si fida.
Sempre fidarsi della Neme: i suoi consigli sono saporiti, dolcissimi e ... Con protagonisti dispettosi, teneri e assolutamente bisognosi d'amore.


Tanto amore. Questa recensione è mirata a dargliene un po'. Il mio tributo.


Varie Informazioni. "Le Cinque leggende" (in inglese un, come al solito, più sensato "Rise of the Guardians", visto che tutto il film ruota sul fatto che uno di loro capisce come diventare Guardiano, cosa significhi essere guardiano, pertanto...) è un film d'animazione della DreamworksAnimation (non c'è bisogno che dica Shrek, Madagascar, Dragon Trainer e, tra gli animati in modo classico, Il principe d'Egitto). I suoi produttori esecutivi sono William Joyce, lo scrittore dei libri da cui sono presi i personaggi del film (ma ha anche lavorato a Toy Story e in A bug's life), e Guillelmo del Toro, cui dobbiamo quello splendore che è il film "Il labirinto del fauno" (bella coincidenza: se non avessi questa recensione da sfornare fresca fresca questo venerdì, sarebbe stato proprio questo film nella lista!).
La fatina dei dentini è divina.
Usciti dal cinema avrete voglia di cercare i libri. Non fatelo. Semplicemente perché in due enormi librerie al centro di Roma i commessi mi hanno guardata perplessi e spauriti, chi è questo qua, è uscito il film? Come si scrive? E io "Joyce come James Joyce", e loro "Non è di grande aiuto" (volevo ucciderlo, sul serio). Fate prima a ordinarli via web, insomma!
In inglese abbiamo i romanzi:
- Nicholas St. North and the Battle of the Nightmare King (2011)
- E. Aster Bunnymund and the Warrior Eggs at the Earth's Core! (2012)
- Toothiana: Queen of the Tooth Fairy Armies (2012)


Il prossimo libro in uscita in Italia
è quello sul nostro adorabile
Coniglio di Pasqua.
E i libri illustrati:
- The Man in the Moon (2011)
- The Sandman: The Story of Sanderson Mansnoozie (2012)

In italia sono usciti, per ora, il libro "Nicholas Nord" e "L'uomo nella luna" (che saranno tra le mie grinfie al più presto). Attendiamo il libro sul coniglio di Pasqua.








venerdì 30 novembre 2012

Lo hobbit: un tuffo lungo un sogno nella Terra di Mezzo

Visto che uscirà il 12 Dicembre, direi proprio di presentare la Recensione de Lo Hobbit!... In attesa di poter fare quella del film.

Immaginiamo che il mondo abbia conosciuto quattro Ere, che esistano diverse razze dotate di intelligenza e dall’aspetto (più o meno) antropomorfico e con diversissimi tratti caratteristici, che il mondo cristiano e quello pagano abbiamo avuto possibilità, nella mente di un linguista scrittore, di trovare una terza forma in grado di rappresentare la grandezza e la bellezza di una creazione, il valore dell’eroismo, dell’amicizia, il cupo potere del male, che conosce mille forme, e l’ironia di una vita semplice che viene visitata e trasformata da cose grandi, il senso di una misura e un amore per la vita che sanno cantare, perché è con la musica che il creatore ha dato esistenza al mondo e alle forme. Si avrà, così, solo una pallida immagine dell’universo che J.R.R. Tolkien ha saputo inventare, riscoprendo cose antiche, col gusto della narrazione e della costruzione di un universo in grado di ospitare la lingua che lui, Professore a Oxford di lingua inglese (che significava anche conoscere ogni filo d’erba della letteratura antica e moderna), aveva inventato. 

venerdì 16 novembre 2012

Il Conciliatore, di Brandon Sanderson: un mondo dove gli Dei vivono fra i comuni mortali.


Dopo la recensione su La Via dei Re, torna Brandon Sanderson su Dita D'Inchiostro! (E Walter Moers mi guarda male... ma va bene!)

Per informazioni sull'autore vi rimando all'articolo su La Via dei Re, così risparmio tempo e aumento le visite (♥).

La trama. La vita di Siri, principessa del regno di Idris, è inaspettatamente semplice. In quanto terzogenita non è gravata dal peso di ereditare la corona, e non deve prepararsi come la sorella Vivienna ad un matrimonio combinato. La sua esistenza serena e spensierata si riflette nella sua incapacità di controllare il colore dei capelli. Infatti un tratto caratteristico della sua famiglia è quello di poter cambiare, volontariamente o a seconda delle emozioni, il colore dei propri capelli. Ciò non è visto di buon occhio a Idris, dove tutti si vestono di bianco e disprezzano i colori a causa del vicino regno di Hallandren.

Ad Hallandren i colori sono al centro di un vero e proprio culto, anche grazie al tipo di magia che vi si pratica. Ogni uomo possiede un Soffio vitale, che può essere donato o ceduto in cambio di denaro, o acquisito per assumere potere. Un uomo con molti soffi gode di diversi potenziamenti e abilità, fra cui di base quello di vedere i colori e le cose in molto molto più dettagliato e acceso delle persone comuni. Un uomo dotato di molti Soffi può anche infonderne alcuni in degli oggetti per animarli.

L'intera Hallandren è quindi un regno coloratissimo, pieno di stoffe, tessuti, quadri, decorazioni, governato da una teocrazia di sacerdoti che amministrano la vita pubblica. Un'altra particolarità di Hallandren consiste nelle divinità: non sono, come in altre religioni, entità astratte e lontane, ma esseri umani tornati in vita dopo una morte eroica. Gli Dei, dopo il loro ritorno dalla morte, sono dotati di più Soffio di chiunque altro. Non hanno ricordi della loro vita precedente, ma è stata data loro una seconda occasione per portare a compimento una missione, diversa per ognuno. Nessuno conosce la natura della propria missione fino a quando non giunge il momento. Essi possono infatti scegliere di cedere il proprio Soffio vitale (e quindi sacrificare la propria vita) per salvare la vita di una o più persone, ma stà a loro decidere sé e quando.


Gli Dei ascoltano quotidianamente le suppliche del loro popolo, e anche se raramente soddisfano un desiderio visto l'alto prezzo loro richiesto, la fede in loro rimane salda e forte, in quanto sono divinità che possono essere viste e toccate.

mercoledì 24 ottobre 2012

Le Cronache della Folgoluce volume 1: La Via dei Re


Rimpiango i giorni precedenti all’Ultima Desolazione. L’epoca prima che gli Araldi ci abbandonassero e i Cavalieri Radiosi si rivoltassero contro di noi. Un tempo in cui c’era ancora la magia nel mondo e l’onore nel cuore degli uomini. Il mondo divenne nostro e noi lo perdemmo. Pare che nulla costituisca una sfida per le anime degli uomini quanto la vittoria stessa. Forse quella vittoria è stata un’illusione fin dall’inizio?

Capita alle volte, durante una lunga carriera come lettrice, di incontrare uno o più libri che riescono a spedirti una scarica di piacere (letterario) dritta al cervello. Mentre le tue sinapsi si autodistruggono per la troppa felicità, tu saltelli come un coniglio sotto anfetamine per la stanza borbottando frasi incoerenti sulla falsariga di OMG OMG PERCHE' NON TI CONOSCEVO OMG OMG C-A-P-O-L-A-V-O-R-O!! Passato l'impatto iniziale, quel momento di accecante delirio che ti toglie la facoltà di intendere e di volere, guardi il libro che ancora stringi fra le mani e inizi a sudare. Sai che quel volume, all'apparenza così innocuo, potrebbe essere l'inizio di un delirio che ti accompagnerà per tutta la vita. Un “Always” alla Harry Potter, per intenderci.

Ma sai anche che è troppo tardi per scappare.

Copertina inglese del libro.
E così, con l'animo sereno di un kamikaze che sa di aver messo in ordine tutte le sue cose ed è pronto al sacrificio più estremo (più una sniffata non molto discreta alle pagine, in modo che l'odore di inchiostro ti droghi abbastanza da farti dimenticare la follia che stai per compiere), prendi una decisione. Tu comprerai – e leggerai – tutte le opere di quell'autore. Ma tutte tutte tutte, eh. Anche a costo di fare le peggiori follie. Se suddetto autore metterà all'asta su ebay la lista della spesa compilata di suo pugno ebbene, sarà tua.

Poco dopo il suicidio del tuo portafogli, prendi un'altra decisione. Non ti basta più aver comprato e letto ogni opera del suddetto autore, no. Tu devi diffondere il suo nome ai quattro angoli del globo, e convertire le masse.

Ed ecco come sono finita a recensire La Via dei Re di Brandon Sanderson, il primo volume di una serie fantasy di dieci libri, Le Cronache della Folgoluce. Come avrete intuito dal mio breve (e delirante) prologo, noi di Dita D'Inchiostro recensiremo ogni libro di questo autore esattamente come stiamo facendo per Walter Moers (Le tredici vite e mezzo del Capitano Orso Blu, Ensele Krete... ricordate?). Ma bando alle ciance e iniziamo con la parte migliore, cioé...

Szeth, illustrato da Ben McSweeny.
"Abiti bianchi per un assassino erano una tradizione
tra i Parshendi. [...] Bianco per mostrarsi audace.
Bianco per non confondersi nella notte. Bianco per
dare un avvertimento. Poiché se stavi per assassinare
un uomo, a lui era concesso vederti arrivare.
"
La trama! La storia si apre con un preludio che narra la fine dell'Ultima Desolazione. “Desolazione” è il termine usato per indicare le guerre fra gli uomini e i Nichiliferi, una razza sconosciuta di cui si sa ben poco. Ad ogni Desolazione la razza umana viene quasi completamente annientata, e occorrono diversi secoli per rimediare alla devastazione causata dai Nichiliferi. A supportare gli uomini in queste battaglie, vi sono i dieci Araldi, misteriosi individui dotati di poteri soprannaturali e scambiati per divinità dagli esseri umani. Gli Araldi, legati da un giuripatto, sono costretti a combattere e al termine di ogni Desolazione debbono tornare in un misterioso “luogo di eterna sofferenza” in attesa di rinascere nuovamente. Al termine di quella che poi verrà ricordata come l'Ultima Desolazione, miracolosamente, sono sopravvissuti ben nove Araldi su dieci. Devastati da millenni di sofferenze, i nove Araldi attuano quello che verrà poi ricordati dagli uomini come il Tradimento: abbandonano le proprie armi e il Giuripatto, costringendo il decimo di loro (non presente perché già morto, e quindi diretto verso il luogo di eterna sofferenza) ad assumersi l'intero peso del loro compito.

venerdì 28 settembre 2012

Il lato crack di Code Geass: Nunnally in Wonderland!

No, non temete, questo articolo sarà meno lungo anche se non meno esaltato di quell' altro!

Nel 2012 la Sunrise ha fatto un bellissimo regalo ai suoi fan, ovvero la distribuzione di una piccola perla, in DVD o Blu-Ray): Nunnally in Wonderland.

Per gli amanti della favola di Lewis Carroll, che recentemente abbiamo visto filmata da Tim Burton (e recensiremo, eccome se recensiremo), ascoltate me e drizzate bene le orecchie: con questo gioiellino la Sunrise ci presenta Alice in Wonderland come non l'avete mai vista!

Decisamente lontana dai toni cupi e spesso tragici dell'Anime di Code Geass. stavolta cadiamo, assieme alla piccola Nunnally, nella tana di un Bianconiglio decisamente strambo. Infatti Lelouch Lamperouge, amorevolissimo fratello, ordina con il geass, a tutti i personaggi apparsi nell'anime (o almeno quelli più visti), di entrare a far parte della favola.

Siamo probabilmente durante il periodo scolastico. Lelouch è già in possesso del geass ma la guerra è molto lontana, niente viene a turbare la parentesi di felicità e vicinanza dei due fratelli. La piccola Nunnally chiede suo fratello di raccontarla una storia e Lelouch, deciso a farla sorridere di nuovo, comanda a tutti di farne parte e intrattenere la dolce sorellina.
Nunnally così, all'interno della narrazione del fratello, può camminare e vedere ed esplora il Wonderland, incontrando personaggi sempre amici e decisamente strambi.
Una delle cose più carine e divertenti di questa piccola opera leggera, è la parziale indipendenza dei personaggi dai voleri di Lelouch... Che li sgrida o li premia verbalmente a seconda del loro comportamento verso la tenera, piccola, indifesa e adorabile sorellina. L'atteggiamento del ragazzo è iperprotettivo, quasi maniacale, e decisamente IC rispetto a quello che abbiamo visto in Code Geass!
Inoltre, scopriremo un lato inedito della caramellosissima Nunnally, che sembra voler dare un dispiacere a suo fratello...
Basterà essere in una favola, ai personaggi di Code Geass, per non scatenare una nuova e terribile guerra tra personalità esplosive?


Non diciamo altro perchè l'OAV dura solo 28:00 minuti ed è un susseguirsi senza tregua di momenti ilari e strabordanti. Ci limiteremo a offrirvi... ehm.... coff coff... il video dell'intero oav (sub english)... e alcune immagini, piccoli stuzzichini!

I principini Vi Britannia all'Aries Palace



domenica 23 settembre 2012

Code Geass: the Ultimate Epic Review



Vi presentiamo la recensione più lunga
pubblicata finora su Dita d'Inchiostro.
Abbiate pazienza nel leggerla, perché per un anime
così fantastico non potevamo
davvero fare di meno!

Buona domenica, :)


Code Geass è tuttora all'ottavo e undicesimo posto (per le due stagioni) sul sito di myanimelist, la classifica degli anime più apprezzati in Occidente, risultando tra i più venduti e distribuiti, tanto in Giappone quando nel Nord America (dove ha fatto letteralmente furore). Nel 2008 il primo volume della seconda stagione è stato il quarto cofanetto più venduto in Giappone, secondo le rilevazioni di Amazon.com. Cosa ha di così speciale? Ebbene, questa recensione è tutta dedicata a questa straordinaria serie, trasmessa in Giappone tra il 2007 e il 2008 (in Italia la Dynit ce l'ha proposta tra il 2009 e il 2010).
Per intenderci, snoccioliamo i riconoscimenti che ha ottenuto: Code Geass è così piaciuto in madrepatria che ha vinto per tre anni consecutivi l'Anime Grand Prix, ha ottenuto riconoscimenti dalla Broadcast Film Critics Association, ha vinto l'award per la migliore serie animata al Tokyo International Anime Fair del 2008 (dove nel 2009 ha vinto per il Best Screenplay), l'Animation Kobe. Ultimi nella lista ma non per importanza, i due magnifici doppiatori dei protagonisti, Jun Fukuyama e Ami Koshimizu, ai Seiyū Awards sono stati premiati per il miglior personaggio maschile (nel 2007) e il miglior femminile (2008): hanno prestato le loro voci, rispettivamente, a Lelouch Zi Britannia e a CC, che insieme formano una delle coppie più indimenticabili nella storia degli anime.
Due stagioni, ciascuna di 25 episodi, per raccontare di uno scontro generazionale (di rara intensità), dell'insorgere della rivoluzione (e che battaglie, ragazzi!), di una quasi guerra mondiale che prende le mosse, in realtà, da una guerra civile.

Come al solito, useremo il bianco per quegli elementi particolarmente spoiler sulla trama dell'anime. Per valutare Code Geass come merita, tuttavia, dovremo parlare di alcuni aspetti che verranno rivelati solo molto in là negli episodi: cercheremo insomma di non dire i dettagli su come e perché si viene a sapere qualcosa (se proprio servirà dirlo, li inseriremo in bianco), ma tratteremo di tutte le dinamiche più importanti. E lo faremo in modo che il mezzo accenno vi invogli subito a guardarlo! ;D
Proprio per evitare spoiler importanti daremo un piccolo scorcio sulla trama generale, per concentrarci poi sui personaggi più e meno importanti, in modo da ridurre al minimo i riferimenti sugli eventi dell'anime.

Perchè questo anime è così straordinario? Presto detto.


domenica 9 settembre 2012

Jonathan Strange e il Signor Norrell: il ritorno della magia in grande stile nell'Inghilterra del 1800


Jonathan Strange & il Signor Norrell, opera d'esordio della scrittrice britannica Susanna Clarke, è un libro che ami o odi. All'autrice ci sono voluti ben nove anni per completare la stesura di quest'opera mastodontica, un fantasy ambientato nell'Inghilterra di inizio 1800 arricchito da un'infinità di particolari storici (più o meno piegati alle finalità della narrazione), dalla società inglese del periodo alla guerra contro Napoleone Bonaparte.

La trama. Jonathan Strange & il Signor Norrell narra di un mondo dove la magia non solo esiste, ma ha avuto un ruolo attivo per tutto il Medioevo grazie all'opera del leggendario mago il Re Corvo, che si racconta avesse regni nell'Inghilterra del Nord, nei Regni Fatati e persino all'Inferno, dove trattava da pari con lo stesso Lucifero. La sua vita e le sue opere influenzarono la società per secoli, e la magia conobbe il periodo più fiorente della sua esistenza diventando un potere pari e superiore alla religione. Ma un giorno, misteriosamente, il Re Corvo scomparve e lentamente la magia iniziò ad abbandonare l'Inghilterra. Nel presente (anno 1806) viene studiata in pochi libri residuo di un'epoca ben più gloriosa da vecchi signori noiosi e sedentari, che neanche si sognano di praticare un incantesimo, e preferiscono fregiarsi del titolo di “maghi teorici”.

Norrell possedeva diversi talenti, ma la capacità di
leggere nel cuore degli uomini e delle donne non era
fra questi.
Questa atmosfera perbenista e borghese viene sconvolta dal coming out del signor Norrell, un tranquillo e misantropo signore che trascorre la vita rinchiuso nella sua casa di campagna a collezionare e studiare vecchi testi di magia. In risposta ad una sfida compie per la prima volta da quasi trecento anni una magia. In cambio, pretende che ogni cosiddetto (e da lui disprezzato) “mago teorico” abbandoni subito la sua professione, poiché solo lui è degno di essere chiamato con il titolo di mago. In seguito si trasferisce a Londra, inseguendo l'ambizione un po' folle di riabilitare la professione di mago, inquinata da troppi teorici e cialtroni che vendono filtri d'amore ai lati delle strade. E quale miglior modo di farlo se non proporsi come arma vincente contro Napoleone, che spadroneggia in Europa?

Tuttavia all'inizio non viene ascoltato, e affidandosi alle mani di ambigui gentiluomini decide di riportare in vita una giovane donna morta di malattia. Per compiere ciò prende accordi con un elfo, un abitante dei Regni Fatati. In accordo alla sua natura malvagia l'essere pretenderà ben più del mignolo della bella signorina in cambio della sua vita…

La fama di Norrell esplode immediatamente. Il governo inglese inizia ad affidargli incarichi sempre più numerosi e rinasce l'interesse per la magia. Tuttavia egli, considerandosi l'unico in grado di capirla e padroneggiarla, si premura di acquistare ogni libro esistente sull'argomento per nasconderlo nella sua biblioteca – del resto lui ama molto di più i libri delle persone.

Nel frattempo un gentiluomo di campagna, tale Jonathan Strange, senza particolari problemi di denaro ma annoiato dalla vita e indeciso sul futuro, decide quasi per scherzo in seguito alla profezia di un vagabondo di intraprendere la carriera di mago. Come primo passo tenta un incantesimo che gli riesce perfettamente e decide quindi di trasferirsi a Londra e diventare allievo di Norrell. L'anziano signore è straordinariamente entusiasta di incontrare un altro mago, così geniale poi, anche se lui stesso aveva fatto di tutto affinché nessun altro imparasse la magia. Ma i loro caratteri così diversi, Norrell il Pauroso e Strange l'Arrogante, li condurranno prima o poi ad uno scontro, sulla scia di un'antica profezia risalente al Re Corvo …

mercoledì 5 settembre 2012

Once Upon a Time, 1 stagione. Le fiabe come non ve le hanno mai raccontate.

E' passato un po' di tempo dall'ultima recensione dedicata alle serie tv su Dita D'Inchiostro quindi vediamo di recuperare terreno! Oggi ci occuperemo della serie rivelazione dell'ultima stagione televisiva, ovvero Once Upon a Time
Dopo essere stata trasmessa in Italia dalla Fox, fra poco farà il suo debutto in chiaro su Rai 2, il 12 Settembre, quindi se non l'avete ancora vista approfittate dell'occasione! E' la prova che l'attuale moda di strapazzare le fiabe non ha prodotto solo orribili cagate ma anche potenziali capolavori. 
(Nella versione italiana il titolo è stato tradotto come C'era una volta, scelta corretta ma incomprensibile dato che i fan dello show sono ormai abituati a chiamarlo come in originale).

La trama. La storia inizia con il matrimonio fra Biancaneve e il Principe Azzurro, coronamento del loro amore. All'improvviso nella sala gremita di ospiti irrompe arrabbiatissima e vestita di pelle nera la Matrigna di Biancaneve, decisamente non soddisfatta dell'happy ending della figliastra. La regina consiglia ai neosposini e a tutti gli abitanti del regno delle fiabe di godersi questi ultimi giorni di felicità perché entro poco tempo scaglierà su di loro la più terribile delle maledizioni, che li costringerà a vivere in un mondo senza happy ending.

Rimane una sola speranza per i personaggi delle fiabe: la nascita della figlia di Biancaneve e del Principe Azzurro, una Salvatrice secondo la profezia che compiuti 28 anni spezzerà la maledizione e restituirà a tutti i loro happy ending. Ma la bambina deve innanzitutto essere protetta, così Geppetto assieme alla Fata Turchina intaglia un armadio dall'ultimo albero magico rimasto, capace di teletrasportare la salvatrice nello stesso mondo privo di magia dove finiranno tutti gli abitanti del regno delle fiabe, ma fuori dal raggio d'azione della maledizione.

"Persino credere nella possibilità di un lieto fine è una cosa molto
potente.
"
Trascorsi ventotto anni nel mondo reale Emma Swann stà per compiere gli anni in completa solitudine. La donna definisce se stessa una “solitaria” e ha problemi a relazionarsi con il prossimo. L'origine del suo comportamento va ricercata nel suo passato: la donna è stata infatti abbandonata in fasce sul ciglio di una strada, avvolta in una coperta con il suo nome ricamato sopra. Entrata nel “sistema”, non ne è mai uscita fino alla maggiore età, sballottata da una casa-famiglia all'altra.

Ma la sua vita è destinata a cambiare la sera del suo ventottesimo compleanno. Nella sua vita irrompe Henry, un bambino scappato di casa che si presenta come il figlio che lei aveva dato in adozione quando era adolescente. Henry non vuole solo conoscere la sua madre biologica ma anche svelarle la sua missione: trasferirsi a Storybrooke, un anonimo paesino del Maine dove vivono i personaggi delle fiabe senza alcun ricordo di chi siano in realtà, e spezzare la maledizione che li imprigiona. Il tempo a Storybrooke è fermo, nessuno invecchia o cambia, e tutti sono soggetti al dominio del sindaco ovvero la regina cattiva delle fiabe e madre adottiva di Henry. Ovviamente Emma non crede alla storia del bambino, ma decide comunque di riaccompagnarlo a casa. Quando la donna mette piede nella piazza del paese, l'orologio della città, fermo da ventotto anni riprende misteriosamente a funzionare.

sabato 25 agosto 2012

Ensel e Krete - Una storia di Zamonia

Eccoci finalmente al secondo appuntamento con la Biblioteca dei Ragazzi. Oggi parleremo come promesso di Ensel e Krete, secondo libro della serie di Zamonia di Walter Moers. Anzi, per dirla nel modo corretto:

Ensel e Krete

Una storia di Zamonia narrata da
Ildefonso de' Sventramitis
Tradotta dallo zamonico, illustrata
e corredata da mezza biografia dell'autore da

Walter Moers

Con delucidazioni tratte dal
Dizionario enciclopedico dei portenti,
degli organismi e dei fenomeni
bisognosi di spiegazione di Zamonia e dintorni
del Prof. Dott. Abdul Noctambulotti

Trama. Sono passati alcuni secoli dalle vicende narrate ne Le tredici vite e mezzo del Capitano Orso Blu. Gli orsi colorati (particolare razza di orsi zamonici dove nessuno ha la pelliccia di un colore uguale ad un altro) vivono in pace nella Grande Foresta, guadagnandosi da vivere con il turismo. Ma non tutte le zone della foresta sono sicure; molte rimangono oscure e inesplorate. Per questo i turisti vengono incoraggiati a seguire i percorsi segnati e a non inoltrarsi nella boscaglia. Agli occhi di un bambino, condannato a raccogliere funghi tutti i giorni senza poter vivere alcuna avventura, tutto questo appare molto noioso.

Ensel e sua sorella gemella Krete.
"La natura se ne infischia altamente delle tragedie che avvengono nel
suo mondo. Nessun albero si è mai indignato se hanno impiccato
qualcuno ai suoi rami. Non un filo d'erba dei campi di battaglia ha
pianto una sola lacrima sui caduti..."
Per questo Ensel decide di inoltrarsi nella grande foresta: solo un po', per trovare un albero adatto da scalare, poi sarebbe tornato subito indietro. Convince anche la scettica sorella gemella, Krete, a seguirlo. I due inevitabilmente si perderanno nel bosco. Ad attenderli, pericoli di ogni sorta e anche una misteriosa strega che vive in una casa nel profondo della foresta...


mercoledì 22 agosto 2012

La spada spezzata: un gioiello rosso sangue e furia


Sapevo che La spada spezzata aveva ottime possibilità di intrigarmi: mondo e mitologia norreni (li sentite gli ululati?, i ghiacciai?, il cozzare delle spade?, lo sciabordìo dell'onda contro i legni?, il canto dello scaldo?), uno scrittore americano con gli attributi, Nord Europa e Faerie.
Non ha deluso, neanche un po': una storia dalle leve perfette e funzionali; una caratterizzazione dei personaggi impregnata fino al midollo delle atmosfere dell' Edda poetica, immersa in ambientazioni che riescono a essere ancora più evocative e puntuali. Se amate un viaggio per le epoche storiche e mitiche, La spada spezzata fa sicuramente per voi!
È un libro che parte molto bene, continua meglio e si chiude con coerenza. Ma, soprattutto, è uno di quei libri capaci di seguire un filo e lasciar intravedere molto altro, un intero mondo, tanto da rimpiangere seriamente che duri solo 300 pagine. Viene scritto e pubblicato nel 1954, rivisitato nel 1971 da Anderson (che scrive una Prefazione per l'occasione).
Una storia in cui proprio non manca la ferocia, per un mondo in cui la violenza era cosa così comune che, pur nelle svariate occasioni in cui ricorre, non si percepisce nessuna morbosità o forzatura da parte dell'autore. Un libro sicuramente impetuoso, una lettura totalizzante, al punto che, sempre di Poul Anderson, leggeremo presto anche Tre cuori e tre leoni (recensiremo sicuramente anche lui). 
Lo stesso Anderson, nella prefazione, scrive che un se stesso molto giovane "dipinse elfi e Asi come esseri amorali, totalmente spietati quando qualcuno li contrariava, in conformità a quanto possiamo leggere nelle Edda e nelle varie saghe". Un romanzo fantasy che viene considerato da Anderson un episodio della propria carriera di scrittore, significativo e particolare, sebbene lui, al momento della prefazione, si riconoscesse più nello spirito di Tre cuori e tre leoni.
Infatti, La spada spezzata, per quanto possieda il fascino del sangue e della tragedia, lascia nel lettore un profondo sentimento di malinconia. Non negativa, certo, ma il mondo dipinto da Anderson è coerente fino in fondo con se stesso: dopotutto, è un cosmo destinato a finire con un crepuscolo degli dèi.
In questo, che ruolo, che peso, che possibilità possono avere mai gli elfi e, tantomeno, gli uomini? Vedremo che la risposta è estremamente complessa.
Ringrazio gli appartenenti al gruppo facebook del fantastico/meraviglioso/imperdibile sito Bifrost - Viaggio nel Paese dei Miti e delle Leggende, senza i quali non avrei avuto occasione di segnarmi alcuni titoli estremamente interessanti, tra cui La spada spezzata.

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