Mi ritrovo oggi a parlare di un romanzo
che acquistai non solo un anno fa. Di più: lo presi il giorno stesso
che uscì, pronta in pole position in libreria. Dopotutto, lo avevo
aspettato con grande ansia, visto che "1Q84 – Libro
primo e secondo", romanzo di Haruki Murakami, lo avevo
letto febbrilmente, e recensito su questi lidi.
"1Q84 – Parte terza. Ottobre
– dicembre" era il romanzo del semestre, da
parte mia.
Eppure, ci ho messo quasi un anno a
finirlo.
Non me ne pento.
Ho riletto molti capitoli, sono andata
avanti un po' per volta. Non volevo che finisse, e mi sono
lasciata crogiolare dall'attesa, dalla lenta assimilazione, tenendolo
sempre da qualche parte a portata di sguardo.
Temevo che mi deludesse? No.
Temevo di "perderlo"? Sì. Devo
ammettere che la trama, per quanto particolare, non è migliore di
altri romanzi di Murakami. Forse sono di parte perché lo adoro, ma
penso che "Kafka sulla spiaggia" sia in
assoluto il coacervo più potente mai creato dalla sua mente. Eppure,
la storia di Aomame e Tengo, il mito e il rito
della crisalide d'aria intessuta dai little people, le
due lune, la mother e la daughter, sono tutti
binomi che mi hanno lentamente contaminata e in qualche modo
trascinata dentro un mondo dietro altri mondi.
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