Visualizzazione post con etichetta Comics. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Comics. Mostra tutti i post

sabato 29 giugno 2013

30 giorni di ... Reloaded!!

La malvagità, proprio.
*entra di soppiatto guardandosi intorno*
*tossicchia*
Ehm, salve... è passato un bel pò di tempo eh? 
*schiva pomodori e le urla da "altro che un bel pò di tempo!!"*

Perdono, perdono, perdono!! 
Purtroppo nell'ultimo periodo la vita (quella vera) ha colpito tutto lo staff del blog con la forza e la potenza del Martello di Thor e la cattiveria di Loki, e quindi il blog è passato in secondo piano per forza di cose.
Per rimediare, la nostra amica Acalia di Prevalentemente Anime & Manga ci ha suggerito un modo molto simpatico di rimetterci in carreggiata: partecipare alla seconda edizione estiva dei suoi 30 giorni di Anime & Manga. Abbreviata in "30 giorni di... Reloaded" perché questa volta il tema sarà molto più ampio, e riguarderà non solo gli anime e i manga ma anche serie tv, film, comic etc. (Per una spiegazione più dettagliata, vi rimando a questo post.)

A questa sfida parteciperò io, Panssj, nell'attesa che anche gli altri membri di Dita D'Inchiostro si rimettano in sesto. Come già detto, la sfida durerà 30 giorni, occupando così tutto il mese di luglio - e riempendo il blog di post xD

Qua sotto vi riporto le domande a cui, giorno per giorno, risponderemo: 


mercoledì 10 aprile 2013

Blacksad, gatti detective in una storia dalle tinte noir


Inauguriamo anche la sezione dedicata alle graphic novel! Ultimamente ne stò leggendo un sacco, e ho scoperto tanti autori molto interessanti, fra cui Juan Diaz Canalez e Juanjo Guarnido, creatori della miniserie Blacksad.

Ambientato nell'America degli anni '50, Blacksad è un noir dal sapore classico i cui protagonisti sono degli animali antropomorfi. I tratti animali riflettono il carattere dei personaggi e il loro ruolo nella storia: ad esempio il giornalista freelance a caccia di informazioni ha l'aspetto di una volpe, invece il protagonista (un detective “duro” che si muove “fra le ombre”, in ambienti poco raccomandabili) ha le fattezze di un gatto nero, e via dicendo.

Uno dei punti di forza di Blacksad è l'espressività dei personaggi. Ad ogni inquadratura cambiano le espressioni, e ognuna rimanda di volta in volta ad una emozione diversa, rendendo quasi superflue le righe della narrazione. In una singola tavola si può passare da una scena drammatica ad una comica, senza perdere coerenza nell'intreccio narrativo.

La potenza del tratto di Guarnido risulta evidente in quanto semplicemente osservando le vignette è possibile seguire e comprendere la storia. Ed è straordinario come ogni personaggio, pur avendo fattezze difficili come quelle di una lucertola, trasudi umanità in ogni gesto o posa. In questo ha giovato a Guarnido l'aver lavorato alla Disney, in particolare come capo dell'animazione per il film Tarzan.

Non fatevi ingannare però. Blacksad è una serie composta da trame dure, che toccano temi scomodi come mafia, prostituzione, omertà e razzismo. E' un prodotto decisamente per adulti, o perlomeno per un pubblico in grado di coglierne le raffinatezze narrative e le innumerevoli citazioni ai grandi film del genere noir.


giovedì 21 marzo 2013

Starfigher: sesso, guerra e sci-fi


Oggi parleremo di un fenomeno molto in voga all'estero, e che stà (lentamente, ma costantemente) prendendo piede anche in Italia: i webcomic.

Così come dice il nome, i webcomic non sono altro che fumetti disegnati e resi disponibili sul web, su blog personali o siti dedicati, gratis o (in rari casi) sotto forma di abbonamento mensile. Il formato standard è una pubblicazione settimanale, cioé una pagina ogni sette giorni.

Con questo sistema, e grazie al passaparola di internet, sono emersi alcuni degli autori più interessanti degli ultimi anni, snobbati come tanti dalle case editrici che non se la sentivano di investire soldi per degli esordienti. E questo all'estero, figuriamoci in Italia dove c'è una situazione di paralisi quasi totale, sia a causa degli editori che di un pubblico non sufficientemente preparato. (Anche se negli ultimi anni qualcosa si stà muovendo. Sempre in ambito webcomic, basta guardare al caso di Zerocalcare, di cui parleremo in uno o più post successivi).

© hamletmachine.
Grazie alla visibilità offerta da internet, e dall'impegno costante degli autori, molti webcomic sono usciti dal web per essere raccolti in fascicoli e volumetti, spesso autoprodotti.

I webcomic, per la loro stessa natura di “appuntamento settimanale”, sono nati principalmente come vignette satiriche, per poi evolversi in storie vere e proprie. Non è facile disegnare un fumetto: una delle cose più difficili è appunto calcolare i tempi della storia, e impostare la narrazione in modo che da un capitolo e l'altro il lettore non si dimentichi le vicende o non perda interesse per l'assenza di continuità. E' già arduo per i mangaka, o gli autori di comic, che lavorano su base mensile/settimanale, forti di venti-quaranta pagine ad uscita.

Ma un autore di webcomic, ben più povero di mezzi rispetto ad un professionista e che lavora quasi sempre da solo, deve catturare l'attenzione del pubblico con una pagina a settimana senza risultare dispersivo. Ogni tavola deve colpire il lettore in qualche modo, indurlo a ricordarsi la storia anche dopo sette giorni e, sopratutto, a ritornare per la prossima uscita.

In questo HamletMachine (presudonimo preso dall'omonimo dramma di Heiner Mϋller, basato sull'Amleto di Shakespeare) è una delle migliori. Iniziato come una bozza dei personaggi su deviantart, Starfighter ha preso rapidamente piede diventando uno dei webcomic più seguiti ed amati della rete.

(Attenzione: Starfighter ha molte scene di sesso omosex esplicite. Quindi se siete minorenni, o non vi piace il genere, o peggio siete omofobi evitate di cagare il cazzo e girate alla larga.)


© hamletmachine.

domenica 27 gennaio 2013

Cyborg 009 - Un Mito intramontabile sbarca oltreoceano per un restyling



Omammamia, che è. 

La Neme che scrive un articolo su una cosa recente
Così recente-recente che ancora neanche è uscita?!?!
Ebbene sì, anche io ho i miei momenti in cui sto al passo coi tempi. 
Ma come resistere?!
Uno dei miei miti da bambina... una serie che parla di macchine umane... rivisitata dal disegnatore principale di Red Robin?!
Goia et Gaudio. Mi ci butto a capofitto.


Dati essenziali sull'opera

Cyborg 009 (サイボーグ 009) è un manga di Shotaro Ishinomori che data molto indietro nel tempo: il ben lontano 1964! (ecco... ci pareva strano che la Neme non scrivesse di cose pre-anni 80 ¬_¬ NdLettori).
Qui da noi, la serie è arrivata al successo grazie alla trasposizione anime del 1968. Nel 2001 la serie è stata oggetto di un remake di ben 51 episodi che ha riscontrato un discreto successo, soprattutto negli USA. Questo a prova del fatto che Cyborg 009 è una di quelle storie “sempre vive”, che vanta anche alcuni drama per la radio, un sequel moderno in stile manga, la rivisitazione in stile comics che mi accingo a recensire, alcuni videogiochi e dei film, l'ultimo dei quali (009 Re: Cyborg) è uscito giusto l'anno scorso. (Trattasi du un ibrido 2D e 3D che ha la Pepsi come sponsor... ma non divaghiamo.)


venerdì 18 gennaio 2013

Batman: Under The Red Hood, quando la Vendetta è più forte dell'Amore



Okay, parliamone.
Cioè.
Potremmo anche non parlarne – ho il cuore debole sapete, e questo film ha la tendenza ad accoccolarcisi sopra come un micino assassino, usando pancino e zampette così da soffocarlo ed artigliarlo in un colpo solo – ma credo sia d'obbligo, dopo avervi fatto La Cronistoria del Winter Soldier, parlarvi un po' dell'Altro Mio Amore... ovvero, di Red Hood.
Iniziamo quindi dal film d'animazione che la WB gli ha dedicato nel 2012: “Batman: Under The Red Hood”.
Trattasi a furor di popolo di uno dei film più riusciti dello studio di animazione della Warner, nonché uno dei film di Batman più oscuri e violenti. Per temi e situazioni rivaleggia infatti con l'ormai nefasto “Batman Beyond: Return of the Joker”, che presentava praticamente la prima scena di tortura su un bambino mai vista nella storia di Batman.
"Under The Red Hood" è stato editato in maniera massiccia, limitando al minimo le scene di violenza e togliendo tutto (o quasi) il sangue. Stiamo comunque parlando di un film in un cui l'antagonista principale consegna una borsa piene di teste mozzate ai gangster di Gotham, un film in cui un ragazzo di 14-15 anni viene trucidato a morte ancor prima dei titoli di testa. E non un ragazzo qualsiasi.
Robin.
Robin II, per la precisione..
Jason Todd.
Il primo “figlio” di Bruce Wayne.

Siete con me? Non avete paura di qualche spoiler? Allora andiamo avanti...




domenica 25 novembre 2012

Winter Soldier - Un'analisi del personaggio in vista dell'approdo sul grande schermo (Parte II)





Eccoci alla seconda parte dell'articolo. La settimana scorsa ci siamo concessi un'escursus veloce ed enciclopedico su quella che potremo quasi definire “l'incarnazione passata” del Winter Soldier. 
Questa domenica facciamo un salto nel tempo, e passiamo ad analizzare quanto ci viene svelato da Mr Bru nel suo Volume 5 di Captain America, fumetto serializzato in madrepatria dal 2005 al 2008.
Data la quantità immane di informazioni che la Marvel ci ha dato, ci continua a dare (e, si spera, ci darà ANCORA A LUNGO), sul personaggio del Winter Soldier, aggiungerò qua e la dati presi da altre testate, e qualche considerazione sul film passato e quello futuro. Tutto all'insegna della concisione, promesso!
Ed ora, senza ulteriori indugi, andiamo finalmente ad analizzare nel dettaglio---



Chi è il Winter Soldier


domenica 18 novembre 2012

Winter Soldier - Un'analisi del personaggio in vista dell'approdo sul grande schermo (Parte I)


 I fan di Capitan America ormai lo sanno: il 4 aprile 2014 uscirà nelle sale il secondo capitolo della saga cinematografica: “Captain America 2: The Winter Soldier”.

Ma chi è il Winter Soldier (letteralmente: “Soldato d'Inverno”)? Cosa c'entra lui, con Cap? Cosa li lega? Cosa li divide?
Chi legge i fumetti lo sa, ma per tutti gli altri sarà uno spoiler. Si consiglia quindi di procedere con cautela alla lettura di questo (mastodontico) articolo, che per comodità verrà diviso in due parti.

Il Winter Soldier è, sotto molti aspetti, una creatura di Ed Brubaker, sceneggiatore pluripremiato che ha ricevuto ben 4 Eisner Award come Miglior Scrittore proprio per il suo lavoro su Captain America.

Mr Bru approda alla Marvel nel 2005 con la storia “What If Aunt May had died instead of Uncle Ben?”. Da lì passa subito a sceneggiare “Captain America - volume 5”, e porta con sé il Winter Soldier.
Lo stesso Brubaker ammette che (re)introdurre il personaggio del Winter Soldier nella vita e nelle avventure di Captain America è “qualcosa che voleva fare fin da bambino”. Più precisamente il Signor Brubaker dice che: “Ho sempre pensato [fin da ragazzino] che se mai fossi finito a scrivere le sceneggiature per Captain America, avrei reintrodotto quel personaggio.”
Insomma, è proprio il caso di dire che l'avvento del Winter Soldier è un sogno che si avvera! E che avvento!
Agosto 2005.
Fascicolo numero 8 di CA-Volume 5.
Mr Bru ci spiazza già a vignetta 1, pagina 1, facendoci intuire a pelle chi sia il protagonista della storia che ci sta narrando. Vignetta 2, pagina 4, Steve ce lo dice per lui – e reagisce, come reagirebbero i fan. Incredulo, rabbioso – il Winter Soldier non è, non può assolutamente essere... Pagina 16, ultima vignetta. È lui.
Pagina 17.
È lui.
Pagina 22.
Oh mio dio. Oh. Mio.Dio. Steve potrà anche dubitare, struggersi ed sfasciare computer a suon di pugni, ma il lettore sa, lo sa per certo: è davvero lui.
Ma... lui chi, precisamente?
Cercherò di essere precisa e concisa, ma per spiegare chi è il Winter Soldier bisogna fare un passetto indietro, e sbrogliare una matassa di circa 70 anni di fumetto. Premetto, inoltre, che l'universo in cui si svolgono i film è separato da quello dei fumetti, quindi ci saranno delle differenze tra ciò che vi dirò e ciò che sapete, o vedrete, nei film di Cap.
Detto questo, avventuriamoci in questo Character Study. Primo passo, passiamo a svelare ed ad analizzare---


venerdì 26 ottobre 2012

"Inheritance" - Ovvero Batman se l'avesse scritto l'Anne Rice (quasi)


Oggi la Neme ripesca per voi dal suo scaffale delle stranezze (perché, ammettiamolo, se non è particolare la Neme non lo recensisce), una cosa davvero sfiziosa.
Ovvero--- avete mai letto un libro tratto da un fumetto?
No?
Bene, accomodatevi, di posti liberi ce n'è a bizzeffe. Sulla cattedra, potete vedere, c'è una copia di un libriccino tascabile ma erto di pagine color grigio scuro, riempito fitto-fitto e con una copertina a matita ed acquerello con composizione tipicamente da comic-book.
Avete davanti “Inheritance”. Che, al contrario di quanto molti di voi potrebbero immaginare, non è una fanfiction elevata a posteriori ai ranghi di letteratura. Si tratta di un romanzo commissionato, pubblicato ed approvato dalla DC comics stessa, e scritto da una delle sue sceneggiatrici più quotate: Devin Grayson (Grayson, come Dick Grayson), per inciso, la prima donna a diventare scrittore regolare di punta di un'importante serie di Batman.

Come si evince dalla copertina, la storia ruota attorno alla figura di Batman.
E Freccia Verde.
Ed Aquaman.
E soprattutto – anche se questo non si evince né dalla copertina né tantomento dal blurb sul retro – “Inheritance” parla di Arsenal, Nightwing e Tempest, meglio conosciuti al tempo come Speedy, Robin I e Aqualad, membri basilari del primo team dei Teen Titans nonché sidekick storici.

“Inheritance” è un romanzo di difficile reperibilità, e che non è mai stato tradotto nel Bel Paese. In parte sicuramente perché è un genere troppo peculiare: i comics non sono certo un fenomeno-di-massa-stile-di-vita da noi come lo sono negli USA! Eppure sono pronta a scommetterci il pennino e la boccetta di china che un po' della colpa va anche a quella “controversia in sordina” che il libro è riuscito a creare tra i fan.
Perché controversia, e perché in sordina? Beh, perché nonostante se ne parli molto, nessuno lo conosce. Il libro riesce al tempo stesso ad essere di nicchia e commerciale, molto famoso e totalmente sconosciuto, osannato e ridicolizzato, tacciato di fanfictionismo, nonché di essere il “delirio di una fangirl”. È amato dalle slasher ma anche odiato dalle slasher, e non oso pensare al commento dei non-slasher.
Perché il romanzo, sebbene sia parte ufficiale del canon, è innegabilmente permeato da toni e temi slash.



mercoledì 1 agosto 2012

The Dark Knight Rises

Attenzione: la seguente recensione contiene spoiler minori sul film. 


 Con questo film siamo al terzo capitolo, probabilmente conclusivo, del Batman reintepretato da Christopher Nolan.

 Il giudizio globale sul film è decisamente positivo. Pur non raggiungendo le vette del capitolo precedente, che poteva contare sul superbo ritratto del Joker interpretato da Heath Ledger ci ritroviamo di fronte ad un buon film, sicuramente al di sopra della media dei capitoli conclusivi di trilogie, serie e quant'altro.


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...