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domenica 28 aprile 2013

Persepolis, il lungo viaggio alla ricerca di sé stessi


Persepolis è stata la prima graphic novel che io abbia mai letto, quando ancora non sapevo esistesse un termine per definire il genere e classificavo tutto sotto la categoria “fumetti non giapponesi”. All'inizio fui attratta dallo splendido trailer del film d'animazione (riportato qua sotto), un minuto e mezzo in cui c'era di tutto, morte, rivoluzione, guerra, dolore, ma anche tanta simpatia e gioia di vivere.

Amai il film, che resta tutt'ora uno dei miei film d'animazione preferiti, e da lì passai a leggere l'opera originale da cui era tratto, curiosa di sapere se avrebbe conservato lo stesso impatto emotivo. Per togliervi subito la curiosità (così passiamo alle cose importanti), ebbene, la risposta è sì.

Nota: Persepolis è pubblicato in Italia da Rizzoli Lizard, che ne ha curato svariate edizioni negli anni. Dall'ultima settimana, grazie ad una collaborazione con il Corriere della Sera, è possibile trovare Persepolis in edicola come allegato del suddetto giornale, a soli 7,90 € (un prezzo molto economico per una graphic novel!). Persepolis è stato scelto come primo titolo di una serie di uscite allegate al corriere della sera, tutte riguardanti graphic novel recenti che trattano il tema della guerra. Qui la notizia in dettaglio con la lista dei titoli che usciranno nella collana “Graphic Journalism”.


mercoledì 16 gennaio 2013

La prova del miele: sesso e corpo di una donna araba, sulle orme della tradizione erotica dell'Islam


Mi importa solo l'effetto delle mie azioni su di me e sulla mia vita: il mio viso dopo l'amore, la luce nei miei occhi, il mio corpo che torna intero, le parole che mi scaldano e mi fanno nascere delle storie in petto.


Dover "gironzolare" dieci minuti ogni mattina per prendere tempo, vedersi passare avanti gli sconti, cominciare a conoscere gli scaffali e riconoscere i posti degli autori, sì che fa male al portafoglio. Approfittando degli sconti in corso Feltrinelli ho preso due libricini su cui avevo messo gli occhi da tempo, entrambi di Salwa Al-Neimi, scrittrice e poetessa siriana. I due testi sono "La prova del miele" e "Il libro dei segreti".
Entrambi sollevano il "velo" ai pregiudizi occidentali e all'ipocrisia del dogmatismo islamico, sulla donna, la sua sessualità e il mondo fittissimo di relazioni, amori clandestini, e sul sesso nella società araba di ieri e oggi. Un po' impropriamente, avevo visto per la prima volta "La prova del miele" cercando nella sezione erotismo alla Feltrinelli vicino a Piazza della Repubblica (per la cronaca, quel giorno stavo cercando "Vita di un libertino" di Ihara Saikaku, mica quella robaccia di "Cinquanta sfumature... di pattume").
Dico impropriamente perché l'autrice, in una intervista per RaiNews, chiarifica di non aver scritto un "libro erotico". Un libro scritto in prima stesura in arabo, perché è la lingua araba a possedere una particolare inclinazione per il piacere e l'amore. E, per dirlo, si risale alla fiorente tradizione della trattatistica erotica islamica, in primis "Il giardino profumato delle delizie sensuali", di Sheikh Nefwazi (devo mettere mano anche su questo libro, ormai è un must; trovate, se volete, la traduzione inglese qui). 
Il titolo si riferisce a una frase si Ibn al-'Arabi: "la prova della dolcezza del miele è il miele stesso".
(Ps: Nel caso interessasse a qualcuno, come se non bastasse l'interesse generale suscitato dal libro, contava una citazione di Kavafis in apertura - domani o dopodomani, o forse tra anni, scriverai la poesia indomabile che ha avuto qui il suo inizio -, e io ho un debole per Kavafis, anche se era omosessuale, posso farci poco!).


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