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domenica 28 aprile 2013

Persepolis, il lungo viaggio alla ricerca di sé stessi


Persepolis è stata la prima graphic novel che io abbia mai letto, quando ancora non sapevo esistesse un termine per definire il genere e classificavo tutto sotto la categoria “fumetti non giapponesi”. All'inizio fui attratta dallo splendido trailer del film d'animazione (riportato qua sotto), un minuto e mezzo in cui c'era di tutto, morte, rivoluzione, guerra, dolore, ma anche tanta simpatia e gioia di vivere.

Amai il film, che resta tutt'ora uno dei miei film d'animazione preferiti, e da lì passai a leggere l'opera originale da cui era tratto, curiosa di sapere se avrebbe conservato lo stesso impatto emotivo. Per togliervi subito la curiosità (così passiamo alle cose importanti), ebbene, la risposta è sì.

Nota: Persepolis è pubblicato in Italia da Rizzoli Lizard, che ne ha curato svariate edizioni negli anni. Dall'ultima settimana, grazie ad una collaborazione con il Corriere della Sera, è possibile trovare Persepolis in edicola come allegato del suddetto giornale, a soli 7,90 € (un prezzo molto economico per una graphic novel!). Persepolis è stato scelto come primo titolo di una serie di uscite allegate al corriere della sera, tutte riguardanti graphic novel recenti che trattano il tema della guerra. Qui la notizia in dettaglio con la lista dei titoli che usciranno nella collana “Graphic Journalism”.


domenica 17 marzo 2013

Scacco a Dio: l'amore di dio e l'amore degli uomini (e degli angeli)


Vista la grande novità di questi giorni, ovvero l'elezione del Papa, riprendiamo una recensione che avevamo pubblicato sul blog di Meta Magazine. Si tratta di un romanzo in cui l'autore ha raccolto una serie di narrazioni, all'interno di una cornice assai particolare, nello stile del Decamerone di Boccaccio. Faccio questo paragone a ragion di causa, perché l'irriverenza e la libertà della penna sono comuni tanto al nostro padre della letteratura italiana quanto da Vecchioni. Ci viene in mente anche un altro scrittore, Haruki Murakami, e la sua piccola (amabilissima) raccolta di racconti "Tutti i figli di dio danzano". [In questi giorni sono ossessionata da Murakami perché dopodomani esce "A sud del confine, a ovest del sole", e io sarò in libreria alle 8:10 a prenderlo tra le mie mani e leggerlo sul tragitto in autobus, felice come una pazza]. 
Comunque, riguardo a "Dio", la presente GilgAdmin dice, riguardo all'elezione di Papa Francesco: mi piace! Auguri al nuovo Vescovo di Roma! (Per inciso, io sono politeista, neanche cristiana, figuriamoci cattolica, ma umanamente spero che questo Papa faccia buone cose, e le premesse sembrano starci).

Ma ora basta divagare, andiamo alla nostra recensione!


venerdì 14 dicembre 2012

Il labirinto del fauno: un horror da favola


Tanto tempo fa, nel regno sotterraneo. Dove la bugia, il dolore, non hanno significato, viveva una principessa che sognava il mondo degli umani. Sognava il cielo azzurro, la brezza lieve e la lucentezza del sole. 

Un giorno, traendo in inganno i suoi guardiani, fuggì. Ma appena fuori, i raggi del sole la accecarono, cancellando così la sua memoria. La principessa dimenticò chi fosse e da dove provenisse. 


Il suo corpo patì il freddo, la malattia, il dolore, e dopo qualche anno morì. 


Nonostante tutto, il Re fu certo che l’anima della principessa avrebbe, un giorno, fatto ritorno, magari in un altro corpo, in un altro luogo, in un altro tempo. L’avrebbe aspettata, fino al suo ultimo respiro. Fino a che il mondo non avesse smesso di girare. 


(Monologo Iniziale)


Con immenso piacere recensisco “Il labirinto del fauno”. Non è semplice parlare di qualcosa che è piaciuto tanto intensamente, e questo film decisamente ha colpito tutte le corde che suscitano i miei entusiasmi quindi... un bel sospiro profondo e sopportatemi.
Secondo me, siamo di fronte a un film di cui non si dovrebbe sapere niente, prima di vederlo. Ne dirò il meno possibile.
Ne avevo visto solo una scena su Youtube, del resto non sapevo niente e assai fortunatamente, devo dire. 
Poi, ho trovato una serata adatta da dedicargli.
Decisamente, una serata "stupenda".
All'insegna dell'horror e di... Faërie.




Siete disposti o no
a fare un atto di fede nel vostro cuore?
E' molto buio, estremamente buio,
il luogo dove dovete saltare...



venerdì 30 novembre 2012

Lo hobbit: un tuffo lungo un sogno nella Terra di Mezzo

Visto che uscirà il 12 Dicembre, direi proprio di presentare la Recensione de Lo Hobbit!... In attesa di poter fare quella del film.

Immaginiamo che il mondo abbia conosciuto quattro Ere, che esistano diverse razze dotate di intelligenza e dall’aspetto (più o meno) antropomorfico e con diversissimi tratti caratteristici, che il mondo cristiano e quello pagano abbiamo avuto possibilità, nella mente di un linguista scrittore, di trovare una terza forma in grado di rappresentare la grandezza e la bellezza di una creazione, il valore dell’eroismo, dell’amicizia, il cupo potere del male, che conosce mille forme, e l’ironia di una vita semplice che viene visitata e trasformata da cose grandi, il senso di una misura e un amore per la vita che sanno cantare, perché è con la musica che il creatore ha dato esistenza al mondo e alle forme. Si avrà, così, solo una pallida immagine dell’universo che J.R.R. Tolkien ha saputo inventare, riscoprendo cose antiche, col gusto della narrazione e della costruzione di un universo in grado di ospitare la lingua che lui, Professore a Oxford di lingua inglese (che significava anche conoscere ogni filo d’erba della letteratura antica e moderna), aveva inventato. 

mercoledì 28 novembre 2012

Racconto sul niente: l'incantevole frammento della vita

Era da un po' che cercavo qualche altro libro di Littell da sgranocchiare. Passo spesso nella libreria fisica romana del sito IBS.IT (sì, è pubblicità; no, non mi pagano; sì, accumulo punti a iosa, fanno sconti favolosi e io li amo; sì, saranno la mia rovina).
Mentre gironzolo tra gli scaffali di narrativa, prendo in mano un romanzo di cui non ricordo neanche il titolo.

Vedo inclinarsi un piccolissimo libricino, alto neanche una decina di centimetri.

Lo prendo in mano.



mercoledì 21 novembre 2012

Appunti di Filosofia Numero #1: Fichte


Ovvero 
a metà tra una chiaccherata di filosofia
e un po' di lollaggio creativo...

Benvenuti nelle 

Ve gusta Gilgamesh-sama, eh?


Chiacchere filosofiche gilgameshiane di GilgAdmin


- 1 - 

Visto che il nostro ospite è nientedimeno che Gilgamesh di Fate/Zero, sarà un post molto... scenico! Anche se metto a disposizione i miei preziosissimi appunti di filosofia del liceo (avevo la media dell'8 e sono Chiarissima Dottoressa in Filosofia, vi basta come garanzia? Ebbene, sfruttatemi XD), e quindi c'è anche la parte seria. <3

La pura immagine della
serietà accademica.



domenica 4 novembre 2012

Jack: basket, un padre gay e tanti guai...


Il romanzo di oggi è un piccolo libro: "Jack" di Amy M. Homes. È stato il romanzo d'esordio di questa scrittrice americana, nell'anno 1989.

Faccio immediatamente una precisazione: non ero convinta che meritasse un posto nello Scaffale della Vergogna, visto che il precedente "Biancaneve e il cacciatore" ha inaugurato tale sezione sotto il segno del pattume a qualità sottozero, cosa che non è per Jack.
In comune hanno certamente che sono entrambi da vedere/leggere. Il primo, perché passare una serata in compagnia a commentare e demolire una schifezza di tale livello è sempre un piacere; il secondo, perché il romanzo "non è male".
Approfondirò più avanti, per ora dico e ribadisco: sta nello scaffale della vergogna ma non perché sia una storia da cestinare.

Ma andiamo con ordine. Di cosa si tratta, vi starete chiedendo? Jack è un ragazzo di quindici anni (ne compie sedici durante la storia). Ha un migliore amico, Max, una vita scolastica normale e ama il basket. Con suo padre, si allena e sogna di diventare un grande campione. L'immagine del ragazzino americano medio. Si prepara persino a prendere la patente di guida.
Purtroppo le cose non vanno così bene come sembra, suo padre decide di lasciare la madre, va via di casa. Dopo un po' di tempo, confessa al figlio di essere gay. Nel frattempo la madre di Jack è passata da un amante all'altro, e non solo: li ha tutti portati dentro casa, costringendo Jack a cene imbarazzanti e tremende. Le vicende portano Jack ad avvicinare la ragazza dei suoi sogni, Maggie, che vive la sua stessa situazione: anche suo padre è gay e, per giunta, non esita a comportarsi in modo che sarebbe imbarazzante anche se non sei suo figlio/a. La storia evolverà di disastro in disastro, tra momenti di leggerezza e altri di tristezza, tutto attraverso gli occhi di Jack che non si capacita di essere davvero dentro certe situazioni, decisamente più grandi di lui. Persino la famiglia di Max, che agli occhi di Jack è fantastica e perfetta, mostrerà di non essere da manuale, trascinando Max, Jack e Maggie sulla stessa rotta sbandata.

domenica 21 ottobre 2012

Le benevole: i demoni ululanti del Nazionalsocialismo


Il nazionalsocialismo era una filosofia integrale, totale, una Weltanschaung, come dicevamo noi; ognuno doveva potervisi ritrovare, doveva esserci posto per tutti. Ma era come se in quel tutto fosse stata praticata a forza un’apertura e vi fossero stati introdotti tutti i destini del nazionalsocialismo, per un’unica via, senza ritorno, che tutti dovevano percorrere, sino alla fine.


Opera per orchestra, architettura la cui chiave di volta di un arco rovesciato, verso l’inferno, trattiene la struttura dallo sgretolarsi e sprofondare nelle gole di fuoco e fumo, è un assolo: attraverso gli occhi di una SS, narrazione dell’essere stati una SS in quegli anni di luce e buio assoluti, umani e inumani, stretti tra le passioni più represse dell’uomo moderno e il mito di una volontà e di un’azione d’acciaio. Superamento di tutti i confini di qualsiasi possibile vita civile, frantumazione del valore, affermazione dell’estremo, volo pindarico di esistenze aggrappate alla vita, canto omicida sulle corde di strumenti spezzati.

Mi fissava coi suoi grandi occhi sorpresi, increduli, occhi da uccello ferito, e quello sguardo mi si conficcò dentro, mi aprì il ventre e ne fece uscire un fiotto di segatura, ero un volgare pupazzo e non provavo niente, e al tempo stesso volevo con tutto il cuore chinarmi e ripulirle la fronte dalla terra e dal sudore, accarezzarle la guancia e dirle che andava tutto bene, che tutto sarebbe andato per il meglio, invece le sparai convulsamente un colpo alla testa, il che dopotutto era lo stesso, per lei in ogni caso se non per me, perché io al pensiero di quell’insensato scempio umano era invaso da una rabbia immensa, smisurata, continuavo a spararle e la sua testa di era spaccata come un frutto, …


Le benevole è la bocca aperta sull’abisso senza ritorno, un viaggio impossibile eppure realizzato attraverso anni e momenti cruciali della storia tedesca e mondiale, nel tunnel più bui della guerra e dell'omicidio. Biblico nella cadenza della tragedia e dell’orrore, testamento scritto di proprio pugno da un sopravvissuto a se stesso e all’osceno di cui ha fatto parte, lucido e non pentito narratore di quello che è stato. Un uomo che adesso vive in Francia ed è direttore di una fabbrica di merletto, che ha una famiglia, che vive portando con sé un bagaglio di ricordi pesanti e duri, che decide di mettere su carta, per se stesso.
Le benevole, come Le Eumenidi di Eschilo, ovvero le Erinni che si sono trasformate in dee legate alla città, dee della Giustizia. 


domenica 14 ottobre 2012

Di tutte le ricchezze: amore e musica di Stefano Benni


Lascia che in diversa musica racconti
di me vivo tra le vive cose
lascia che io sia il tuo miglior sguardo
il tuo cuore e le parole che scegli
oggi il vento autunnale spoglia gli alberi
dei ricordi ardenti dell'estate
a terra li confonde, ma noi sappiamo
che ciò che è narrato a noi rimane.



Stefano Benni mette in musica una nuova melodia, plasmandola in parole di pura delizia: conoscevo lo scrittore sin dai tempi che una supplente di liceo mi consigliò Elianto, uno dei romanzi che ho più amato, in quegli anni. L'unico che per la forma, lo stile e il carattere dell'autore, abbia davvero bevuto e sorseggiato, parola per parola, senza se e senza ma, il racconto di vari personaggi stranissimi e del bambino che tutti loro si ritrovano a dover salvare, affinché lui, poi, salvi tutti loro (mi fermo qui perché rischierei di scrivere tutto di Eliano e poi dirvi: "bene, capito che autore è? Il romanzo di cui volevo parlarvi ha questa atmosfera di incanto e volo).
Con grande amore vi presento dunque la recensione della sua ultima opera. Dopo la recensione di Daniela sul romanzo di una ragazza esordiente (Comunque vada non importa, sentite già come suona bene il titolo, ma mi fermo qui, dategli un'occhiata e fiducia!), tocca a me preparare qualcosa di buono cui non so proprio resistere, una di quelle delizie che stai ore e ore a cucinare e poi mangi nel giro di poche ore.
Di tutte le ricchezze lo trovate in libreria tra le novità, con una sgargiante copertina rosso tango e, disegnati, un uomo di una certa età e una bellissima giovane dai lunghi capelli biondi. Lui sembra proprio un professore, vero?

mercoledì 10 ottobre 2012

Comunque vada non importa, il romanzo d'esordio di Eleonora C. Caruso


Con questo post raggiungiamo (non contando gli extra, le preview, i reportage dal romics e le anteprime mensili) le quaranta recensioni su Dita D'Inchiostro. Non tantissime certo, ma è comunque un traguardo importante per il nostro piccolo blog, e proprio per questo vorremmo parlare di un'opera per noi molto importante.

Comunque vada non importa è il libro di esordio di Eleonora C. Caruso, uscito nel mese di settembre in tutte le librerie grazie ad Indiana Editore. Eleonora (mi perdonerà se la chiamo con il nome proprio) noi di Dita D'Inchiostro l'abbiamo conosciuta come Caska Langley, scrittrice di fanfiction, precisamente nei primi anni duemila. Già allora il suo innegabile talento come scrittrice la metteva in risalto rispetto agli altri autori di fanfiction: potrei citarvi a memoria intere scene da Profondo come il mare, Little Earthquakes o Little Boxes e pure commuovermi un po'. (Qui il suo archivio personale di fanfiction, se volete avere un assaggio dello stile di Caska).

Il nostro rapporto è sempre stato quello fra una bravissima ficwriter e dei fan un pò esaltati (la Caska ha pubblicato un nuovo capitolo di Boxes!! Chiama subito e disdici il ristorante, stasera non si esce. Cosa dici, è il mio compleanno? Macchisenefrega!! ← true story.) Perciò quando circa un annetto fa annunciò sul suo blog che stava lavorando ad un libro, siamo quasi morte di felicità. Magari morire no, ma una serata in chat a rimbalzare metaforicamente per la stanza come conigli si.

Ho guardato per la prima volta nella spaccatura dentro di me, la
differenza fra quello che sono e che sento di essere, una persona
piena di storie all'interno, esperienze, persone che ho conosciuto
e luoghi in cui ho vissuto, e poi, all'esterno, solo questo: una ragazza
sola, e con centoquattro bic.
Non sapete cosa abbiamo fatto per mettere le zampe sulle nostre copie. I commessi di due librerie differenti ci hanno quasi buttato fuori a calci per l'esasperazione, ed era solo la terza o quarta volta che chiedevamo 'è arrivato?'. E proprio per questo, ci teniamo a fare una recensione obbiettiva. Perché è un libro bellissimo, e la sua autrice merita di più di tre pagine di deliri da fan (lo abbiamo fatto, non dubitatene, ma in altra sede xD). Iniziamo quindi!

La trama. Solitamente ci piace riassumere le opere che recensiamo usando parole nostre. Ma, in questo caso, il riassunto sul retro di copertina del libro è perfetto (un plauso all'editore, un caso del genere non mi era mai capitato), e quindi un po' a malincuore ci limiteremo ad un banale copia-e-incolla:

Darla vive arenata sul divano di casa, incollata al computer, esce solo per andare in fumetteria. Manga e cartoni giapponesi sono il suo universo, veri e propri oggetti salvifici, le uniche coordinate per lei valide. Tra Twitter, social network e battute al vetriolo, a ventidue anni si è asserragliata in un fortino apparentemente inespugnabile, chiudendo fuori un padre con cui non riesce a dialogare, il fratello Andrea che l’ha sempre messa in ombra, un’università che non ha nulla da offrirle. Ma quando Andrea si ammala gravemente, vittima dell’odio per se stesso, Darla è costretta a distogliere gli occhi dal monitor e a guardarsi intorno: scoprirà che il suo mondo non le basta più, e avrà bisogno di amare, di litigare, di fare spazio a chi, fino a quel momento, ha sempre respinto.

domenica 9 settembre 2012

Jonathan Strange e il Signor Norrell: il ritorno della magia in grande stile nell'Inghilterra del 1800


Jonathan Strange & il Signor Norrell, opera d'esordio della scrittrice britannica Susanna Clarke, è un libro che ami o odi. All'autrice ci sono voluti ben nove anni per completare la stesura di quest'opera mastodontica, un fantasy ambientato nell'Inghilterra di inizio 1800 arricchito da un'infinità di particolari storici (più o meno piegati alle finalità della narrazione), dalla società inglese del periodo alla guerra contro Napoleone Bonaparte.

La trama. Jonathan Strange & il Signor Norrell narra di un mondo dove la magia non solo esiste, ma ha avuto un ruolo attivo per tutto il Medioevo grazie all'opera del leggendario mago il Re Corvo, che si racconta avesse regni nell'Inghilterra del Nord, nei Regni Fatati e persino all'Inferno, dove trattava da pari con lo stesso Lucifero. La sua vita e le sue opere influenzarono la società per secoli, e la magia conobbe il periodo più fiorente della sua esistenza diventando un potere pari e superiore alla religione. Ma un giorno, misteriosamente, il Re Corvo scomparve e lentamente la magia iniziò ad abbandonare l'Inghilterra. Nel presente (anno 1806) viene studiata in pochi libri residuo di un'epoca ben più gloriosa da vecchi signori noiosi e sedentari, che neanche si sognano di praticare un incantesimo, e preferiscono fregiarsi del titolo di “maghi teorici”.

Norrell possedeva diversi talenti, ma la capacità di
leggere nel cuore degli uomini e delle donne non era
fra questi.
Questa atmosfera perbenista e borghese viene sconvolta dal coming out del signor Norrell, un tranquillo e misantropo signore che trascorre la vita rinchiuso nella sua casa di campagna a collezionare e studiare vecchi testi di magia. In risposta ad una sfida compie per la prima volta da quasi trecento anni una magia. In cambio, pretende che ogni cosiddetto (e da lui disprezzato) “mago teorico” abbandoni subito la sua professione, poiché solo lui è degno di essere chiamato con il titolo di mago. In seguito si trasferisce a Londra, inseguendo l'ambizione un po' folle di riabilitare la professione di mago, inquinata da troppi teorici e cialtroni che vendono filtri d'amore ai lati delle strade. E quale miglior modo di farlo se non proporsi come arma vincente contro Napoleone, che spadroneggia in Europa?

Tuttavia all'inizio non viene ascoltato, e affidandosi alle mani di ambigui gentiluomini decide di riportare in vita una giovane donna morta di malattia. Per compiere ciò prende accordi con un elfo, un abitante dei Regni Fatati. In accordo alla sua natura malvagia l'essere pretenderà ben più del mignolo della bella signorina in cambio della sua vita…

La fama di Norrell esplode immediatamente. Il governo inglese inizia ad affidargli incarichi sempre più numerosi e rinasce l'interesse per la magia. Tuttavia egli, considerandosi l'unico in grado di capirla e padroneggiarla, si premura di acquistare ogni libro esistente sull'argomento per nasconderlo nella sua biblioteca – del resto lui ama molto di più i libri delle persone.

Nel frattempo un gentiluomo di campagna, tale Jonathan Strange, senza particolari problemi di denaro ma annoiato dalla vita e indeciso sul futuro, decide quasi per scherzo in seguito alla profezia di un vagabondo di intraprendere la carriera di mago. Come primo passo tenta un incantesimo che gli riesce perfettamente e decide quindi di trasferirsi a Londra e diventare allievo di Norrell. L'anziano signore è straordinariamente entusiasta di incontrare un altro mago, così geniale poi, anche se lui stesso aveva fatto di tutto affinché nessun altro imparasse la magia. Ma i loro caratteri così diversi, Norrell il Pauroso e Strange l'Arrogante, li condurranno prima o poi ad uno scontro, sulla scia di un'antica profezia risalente al Re Corvo …

venerdì 7 settembre 2012

Grand Tour d'Oriente: pronti a partire, avventurieri?


Apriamo le danze con il Grand Tour d'Oriente, la sezione dedicata a chi vuole avvicinarsi filosoficamente al continente asiatico. Su Dita d'Inchiostro ci stiamo già dedicando alla recensione di romanzi scritti e ambientati in India, Cina e Giappone, raggruppandoli nelle diverse sezioni che già conoscete (sono a lato, sulla destra), divise per aree geografiche. Abbiamo pensato di creare una sezione apposita per i libri che si immergono nell'Asia attraverso un approccio teoretico.
Cos'è il Grand Tour? Tra la fine del Seicento e lungo tutto il Settecento, in pieno Illuminismo, i giovani della nobiltà europea intraprendevano un viaggio in tutto il continente, un vero e proprio rito di iniziazione, alla scoperta dei luoghi, dell'arte, dei costumi e del pensiero. Il titolo di questa sezione può sembrare ambizioso, perchè ci riallacciamo a una incredibile tradizione che vide coinvolte in prima persona grandi personalità della storia del pensiero d'Europa, proponendo addirittura una serie di letture che riguardano un mondo così lontano!
Le nostre intenzioni, tuttavia, nascono dal piacere di scoprire e approfondire, di approcciare e riflettere, di prendere coscienza di se stessi e di aprirsi a differenti orizzonti (o differanti, ricalcando la differance di Derrida)? E, proprio come gli Illuministi non si facevano sfuggire nessuna emozione, sentimento o sensazione dei loro viaggi, ci sentiamo chiamati a esperire questo viaggio della mente, integralmente.

Da Vollmond
coreografia di Pina Bausch
Ci sentiamo particolarmente a nostro agio, riallacciandoci a radici del Grand Siècle e dell'Illuminismo, perchè il ruolo del corpo fu centrale nella speculazione filosofica e nella pratica scientifica, da Descartes a coloro che cercarono di superarne il dualismo: la fisicità, la corporeità viene tenacemente indagata da moltissimi punti di vista.
Anatomia, fisiologia, teoria delle emozioni, estetica, morale, niente fu trascurato dagli intellettuali del Settecento, con un approccio integrale e alla ricerca di quella luce che sola poteva portare alla conoscenza intesa proprio come miglioramento delle condizioni di vita. Ciò poteva essere fatto solo se si guardava al mondo con integrità, passione e viva curiosità.
Le letture che proponiamo, in questo primo articolo (e che man mano recensiremo e porteremo al lettore), sono particolarmente importanti perchè aprono una prospettiva su pratiche, teorie e approcci che sono all'origine di alcune nozioni di uso comune, cose che crediamo di sapere sull'Oriente ma che non siamo arrivati mai a toccare.

Da Vollmond
coreografia di Pina Bausch
Il Grand Tour d'Oriente è quindi un resoconto di un viaggio personale, che voglio condividere, tanto con quelli che vorrebbero conoscere l'Oriente, al di là del fascino che esercita come Altrove, quanto con quelli che hanno fatto il loro. Mi limiterò ai libri che ho effettivamente letto (almeno una volta) e ritengo particolarmente rilevanti. Pertanto, non inserisco tutti i testi, ma quelli che costituiscono un buon punto di partenza e, al tempo stesso, sono imprescindibili per una seria formazione generale.
Segnalerò con una sottolineatura quelli che ritengo prioritari.


domenica 19 agosto 2012

Il libro dei chakra: alla scoperta di corpo, emozioni e dolcezza


Questa domenica parliamo di un libro che abbiamo avuto modo di leggere e rileggere più volte, e che consultiamo di tanto in tanto, sempre con molto piacere. La domenica è un momento di svago ma anche (almeno uno ci spera sempre) di pausa e relax... Vogliamo ricordarci che il benessere coinvolge e abbraccia tutta la nostra persona, cuore e mente e spirito, così oggi parliamo de Il libro dei chakra.
Prima di dire "non fa per me", sentite questo: è scritto da una psicologa americana. Ma come? Sìsì!
È un testo a metà tra Occidente e Oriente, che intreccia un'impostazione psicologica con la visione spirituale e le tecniche corporee dell'Oriente. Viene scritto da Anodea Judith (qui la sua paginafacebook) nel 1996, si presenta come un bel volume di 500 pagine, ma lo stile e il carattere dell'autrice lo rendono estremamente semplice e accattivante.


mercoledì 15 agosto 2012

Elizabeth. The Golden Age.


 Nove anni dopo Elizabeth (1998), il regista Shekhar Kapur, Cate Blanchett e Geoffrey Rush tornano nell'Inghilterra elisabettiana con questo secondo film. La trama del film segue due linee principali: quella "privata" relativa sul triangolo amoroso tra la regina Elisabetta, Sir Walter Rayleigh e Bess Throckmorton, dama di compagnia della regina, e quella "politica" che invece riguarda gli intrighi e i complotti contro la regina, che porteranno alla guerra contro la Spagna. Il tutto è incentrato sula figura di Elisabetta, magistralmente interpretata da Cate Blanchett.


domenica 5 agosto 2012

Le tredici vite e mezzo del Capitano Orso Blu: entrate nel fantastico mondo di Zamonia!


Dita d'Inchiostro inaugura oggi la Biblioteca dei Ragazzi, sezione dedicata ai romanzi per i più piccoli creata perché, come diceva un grande scrittore precocemente scomparso, «Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano).» Invece Dita d'Inchiostro non vuole dimenticare, poiché in ognuno di noi si nasconde il bambino che siamo stati (e che, da un certo punto di vista, saremo sempre). Spesso le opere dedicate ai più piccini, con il loro linguaggio semplice e le pagine illustrate, si rivelano capolavori senza tempo destinati ad influenzare generazioni di bambini e adulti. Opere sempre attuali che nonostante i cambiamenti nel linguaggio e nella società, sono sempre in grado di regalare profondi insegnamenti morali. Ancor più importante è il fatto che questi sono i primi libri con cui entriamo in contatto, quelli che nei più fortunati instillano l'amore per la lettura, una passione inestinguibile che dura per tutta la vita. Dita d'Inchiostro si occuperà dei classici come Anna dai capelli rossi, o Capitani Coraggiosi, ma anche delle opere più recenti che sono diventate fenomeno di culto per le nuove generazioni come Harry Potter e di quelle piccole perle sconosciute al grande pubblico (e che meritano di essere divulgate!).

Oltre che recensione inaugurale della sezione, questa sarà la prima dedicata alle opere di Walter Moers, autore di cui cureremo tutta la bibliografia. Moers inizia la sua carriera come fumettista nel 1985 e ottiene il suo primo importante successo nel 1998 con la pubblicazione del fumetto Adolf (da noi purtroppo inedito). Non si sa molto della sua vita privata; l'autore cura gelosamente la sua privacy e lascia trapelare pochissime informazioni. La notorietà internazionale arriva nel 1999 con la pubblicazione del suo primo romanzo per ragazzi, Le tredici vite e mezzo del Capitano Orso Blu. E' la prima opera (di molte) ambientata nell'immaginario continente di Zamonia, popolato dalle creature più disparate partorite dalla vivida fantasia dell'autore. Ogni volume della serie, sebbene contenga evidenti richiami e citazioni dagli altri capitoli, tratta il più delle volte una storia a sé stante.

Mappa del leggendario continente di Zamonia.

Il punto di forza di Moers, oltre ad un innegabile talento nello scrivere storie all'apparenza semplici ma ricolme di fantasia, consiste nel modo di raccontarle. L'autore non usa solamente le parole scritte ma proietta la storia al di fuori della pagina, con numerose e dettagliatissime illustrazioni disegnate da Moers in persona. Usa inoltre note a pié di pagina, grassetti, corsivi, cambi di carattere e onomatopee che rendono i suoi libri un ibrido fra romanzo e fumetto, senza tuttavia trasformarli in una graphic novel. Il lettore si ritrova con il fiato a sospeso per, ad esempio, una serie di BROOM! ripetuti per pagine e pagine, in formato sempre più grande: cosa saranno mai? Ma i passi dello stregaragno ovviamente, il megaragno più grande di tutta Zamonia pronto a papparsi in un boccone il nostro eroe!

Ma chi è Orso Blu? E perché si riferisce a se stesso con il termine di “capitano”? Beh, innanzitutto bisogna specificare che Orso Blu è un nome proprio, donatogli come regalo d'addio dalle onde ciacoline. No aspettate, non andiamo troppo avanti.

domenica 29 luglio 2012

La libertà di volare: l'ennesimo capolavoro di Miyazaki!



Chi conosce questo logo
si inchina ogni volta che lo vede
augurando lunga vita a
Hayao Miyazaki e al suo team.
Aggiungiamo subito una nuova perla per la nostra sezione sui Film di animazione.

È domenica, vogliamo rilassarci, vedere qualcosa di scoppiettante ma dolce da avere le carie ai denti.
Fa caldo, pensiamo al mare ma siamo in casa, fuori fa caldo, vorremmo vedere il mare e sentire il vento tra i capelli, vivere i brividi dell'avventura...
Cosa meglio di un film divertente, emozionante, pieno di azione, libertà e amore?
Un film dall'animazione delizioso, che tiene incollati allo schermo e che sa stupire con un finale che non dicendo niente di particolare dice tutto?
Certo, stiamo parlando di un'opera dello Studio Ghibli.

Avete pensato a Principessa Mononoke, La città incantata e Il castello errante di Howl, vero?
Non si tratta di una di queste opere, no.
Un piccolo indizio?
Mare.
Cielo.
Adriatico.
Non ci arrivate ancora?
Ma allora bisogna proprio rimediare... Guardate qua a destra e preparate i motori!
È uscito in Giappone nel 1992 e, nonostante sia ambientato in Italia, da noi è arrivato (solo) a fine 2010 (sigh!)...



domenica 8 luglio 2012

La Principessa Sposa, una storia per tornare bambini.

"Hola, il mio nome è Inigo Montoya;
tu hai ucciso mio padre, preparati a morire"

Inigo Montoya

"Parla di sport?"
"Scherma. Lotta. Tortura. Veleno. Vero amore. Odio. Vendetta. Giganti. Cacciatori. Uomini malvagi. Uomini buoni. Belle dame. Serpenti. Ragni. Bestie di ogni natura e tipo. Dolore. Morte. Uomini coraggiosi. Uomini codardi. Uomini più forti. Inseguimenti. Fughe. Menzogne. Passione. Miracoli".
"Sembra okay"


Copertina del libro, edizione
della Marcos y Marcos.
I libri che si leggono da bambini hanno un sapore diverso. L'amore semplice e sincero che si prova per una storia letta da piccoli ce lo portiamo dietro per tutta la vita. E' una emozione che capita di rado nella vita adulta, anche a chi legge molto. Da grandi passiamo da un libro all'altro, privi dell'antica predisposizione ad innamorarci facilmente di una storia.  Disperatamente cerchiamo di replicare quell'unico, irripetibile grande amore che ci ha trasformato da persone normali in esseri privi di autocontrollo incapaci di entrare in una libreria senza uscirne con un nuovo compagno di avventure.

E' un sentimento che William Goldam, sceneggiatore e romanziere di successo, conosce bene. Sulla base di esso di sviluppa la storia de La Principessa Sposa (noto in Italia anche come La Storia Fantastica, titolo con cui è conosciuto anche il film tratto dal libro).



venerdì 29 giugno 2012

Hunger Games, la trilogia Young Adults più famosa del momento


«Ma ogni volta che mio padre cantava, tutti gli uccelli della zona si zittivano e ascoltavano. La sua voce era così bella, alta e chiara, così piena di vita, che ti faceva venir voglia di ridere e piangere allo stesso tempo
Katniss Everdeen

Negli ultimi tempi, con i vampiri sbrilluccicanti e gli angeli sbattuti in faccia al lettore in tutte le salse, il genere Young Adult ne ha passate di cotte e di crude. Ma fortunatamente, rimestando nel torbido e non prestando orecchio alle voci denigratorie, si può sempre trovare qualche perla. Ci siamo dunque approcciati alla saga di Suzanne Collins, diventata molto recentemente fenomeno cinematografico.

Hunger Games,
copertina della
nuova edizione.
Annosa domanda: Hunger Games, non solo il primo libro ma la serie nel suo complesso, può essere annoverata fra le “perle”? O sarà l'ennesimo orrore su cui verseremo amare lacrime di rimpianto urlando ridatemi i miei soldi, vigliacchi! (Nella mia libreria c'è uno spazio tutto per loro, lo scaffale della vergogna. Nascosto dietro uno sportello chiuso a chiave. Affinché la visione di tanti capolavori non uccida sul colpo qualche ignaro ospite). 


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