Con
questo post raggiungiamo (non contando gli extra, le preview, i
reportage dal romics e le anteprime mensili) le quaranta recensioni
su Dita D'Inchiostro. Non
tantissime certo, ma è comunque un traguardo importante per il
nostro piccolo blog, e proprio per questo vorremmo parlare di
un'opera per noi molto importante.
Comunque
vada non importa è il libro di
esordio di Eleonora C. Caruso, uscito nel mese di settembre in tutte
le librerie grazie ad Indiana Editore.
Eleonora (mi perdonerà se la chiamo con il nome proprio) noi di Dita
D'Inchiostro l'abbiamo conosciuta come Caska Langley,
scrittrice di fanfiction,
precisamente nei primi anni duemila. Già allora il suo innegabile
talento come scrittrice la metteva in risalto rispetto agli altri
autori di fanfiction: potrei citarvi a memoria intere scene da
Profondo come il mare,
Little Earthquakes o
Little Boxes e pure
commuovermi un po'. (Qui
il suo archivio personale di fanfiction, se volete avere un assaggio
dello stile di Caska).
Il
nostro rapporto è sempre stato quello fra una bravissima ficwriter e
dei fan un pò esaltati (la
Caska ha pubblicato un nuovo capitolo di Boxes!! Chiama subito e
disdici il ristorante, stasera non si esce. Cosa dici, è il mio
compleanno? Macchisenefrega!!
← true story.) Perciò quando circa un annetto fa annunciò sul suo
blog che stava
lavorando ad un libro, siamo quasi morte di felicità. Magari morire
no, ma una serata in chat a rimbalzare metaforicamente per la stanza
come conigli si.
Non
sapete cosa abbiamo fatto per mettere le zampe sulle nostre copie. I
commessi di due librerie differenti ci hanno quasi buttato fuori a
calci per l'esasperazione, ed era solo la terza o quarta volta che
chiedevamo 'è
arrivato?'.
E proprio per questo, ci teniamo a fare una recensione
obbiettiva. Perché
è un libro bellissimo, e la sua autrice merita di più di tre pagine
di deliri da fan (lo abbiamo fatto, non dubitatene, ma in altra sede
xD). Iniziamo quindi!
La
trama.
Solitamente ci piace riassumere le opere che recensiamo usando parole
nostre. Ma, in questo caso, il riassunto sul retro di copertina del
libro è perfetto
(un
plauso all'editore, un caso del genere non mi era mai capitato), e
quindi un po' a malincuore ci limiteremo ad un banale
copia-e-incolla:
Darla
vive arenata sul divano di casa, incollata al computer, esce solo per
andare in fumetteria. Manga e cartoni giapponesi sono il suo
universo, veri e propri oggetti salvifici, le uniche coordinate per
lei valide. Tra Twitter, social network e battute al vetriolo, a
ventidue anni si è asserragliata in un fortino apparentemente
inespugnabile, chiudendo fuori un padre con cui non riesce a
dialogare, il fratello Andrea che l’ha sempre messa in ombra,
un’università che non ha nulla da offrirle. Ma quando Andrea si
ammala gravemente, vittima dell’odio per se stesso, Darla è
costretta a distogliere gli occhi dal monitor e a guardarsi intorno:
scoprirà che il suo mondo non le basta più, e avrà bisogno di
amare, di litigare, di fare spazio a chi, fino a quel momento, ha
sempre respinto.
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