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venerdì 18 gennaio 2013

Batman: Under The Red Hood, quando la Vendetta è più forte dell'Amore



Okay, parliamone.
Cioè.
Potremmo anche non parlarne – ho il cuore debole sapete, e questo film ha la tendenza ad accoccolarcisi sopra come un micino assassino, usando pancino e zampette così da soffocarlo ed artigliarlo in un colpo solo – ma credo sia d'obbligo, dopo avervi fatto La Cronistoria del Winter Soldier, parlarvi un po' dell'Altro Mio Amore... ovvero, di Red Hood.
Iniziamo quindi dal film d'animazione che la WB gli ha dedicato nel 2012: “Batman: Under The Red Hood”.
Trattasi a furor di popolo di uno dei film più riusciti dello studio di animazione della Warner, nonché uno dei film di Batman più oscuri e violenti. Per temi e situazioni rivaleggia infatti con l'ormai nefasto “Batman Beyond: Return of the Joker”, che presentava praticamente la prima scena di tortura su un bambino mai vista nella storia di Batman.
"Under The Red Hood" è stato editato in maniera massiccia, limitando al minimo le scene di violenza e togliendo tutto (o quasi) il sangue. Stiamo comunque parlando di un film in un cui l'antagonista principale consegna una borsa piene di teste mozzate ai gangster di Gotham, un film in cui un ragazzo di 14-15 anni viene trucidato a morte ancor prima dei titoli di testa. E non un ragazzo qualsiasi.
Robin.
Robin II, per la precisione..
Jason Todd.
Il primo “figlio” di Bruce Wayne.

Siete con me? Non avete paura di qualche spoiler? Allora andiamo avanti...




mercoledì 14 novembre 2012

Lucca Comics 2012 - Cronaca del Tripudio del Fantastico


Periodo di Halloween. Buio fuori. Freddo, nebbia. La macchina, scalcinata e nera, sbuffa e parlotta nella notte. Il bagagliaio è stracolmo. Dopo la missione, lo sarà ancora di più. Dall'autoradio, si alzano le note degli AC/DC, Led Zeppelin, Deep Purple. Sam e Dean si preparano a – no, aspé. Si, d'accordo, l'atmosfera è quella (stranamente, lo è tutti gli anni), ma in missione oggi non vanno i Winchester, bensì la Neme e la Manu, che si avviano intrepide alla volta di Lucca.
Bottino di caccia, ve lo dico subito, saranno 13 figures, 3 tazze, 2 DVD e non so quanti chili di fumetti per la Manu; e 7 autografi, la Batgirl di Adam Hughes e un po' di fumetti per la Neme (sono stata parca U_U).

Ma partiamo dall'inizio.


venerdì 26 ottobre 2012

"Inheritance" - Ovvero Batman se l'avesse scritto l'Anne Rice (quasi)


Oggi la Neme ripesca per voi dal suo scaffale delle stranezze (perché, ammettiamolo, se non è particolare la Neme non lo recensisce), una cosa davvero sfiziosa.
Ovvero--- avete mai letto un libro tratto da un fumetto?
No?
Bene, accomodatevi, di posti liberi ce n'è a bizzeffe. Sulla cattedra, potete vedere, c'è una copia di un libriccino tascabile ma erto di pagine color grigio scuro, riempito fitto-fitto e con una copertina a matita ed acquerello con composizione tipicamente da comic-book.
Avete davanti “Inheritance”. Che, al contrario di quanto molti di voi potrebbero immaginare, non è una fanfiction elevata a posteriori ai ranghi di letteratura. Si tratta di un romanzo commissionato, pubblicato ed approvato dalla DC comics stessa, e scritto da una delle sue sceneggiatrici più quotate: Devin Grayson (Grayson, come Dick Grayson), per inciso, la prima donna a diventare scrittore regolare di punta di un'importante serie di Batman.

Come si evince dalla copertina, la storia ruota attorno alla figura di Batman.
E Freccia Verde.
Ed Aquaman.
E soprattutto – anche se questo non si evince né dalla copertina né tantomento dal blurb sul retro – “Inheritance” parla di Arsenal, Nightwing e Tempest, meglio conosciuti al tempo come Speedy, Robin I e Aqualad, membri basilari del primo team dei Teen Titans nonché sidekick storici.

“Inheritance” è un romanzo di difficile reperibilità, e che non è mai stato tradotto nel Bel Paese. In parte sicuramente perché è un genere troppo peculiare: i comics non sono certo un fenomeno-di-massa-stile-di-vita da noi come lo sono negli USA! Eppure sono pronta a scommetterci il pennino e la boccetta di china che un po' della colpa va anche a quella “controversia in sordina” che il libro è riuscito a creare tra i fan.
Perché controversia, e perché in sordina? Beh, perché nonostante se ne parli molto, nessuno lo conosce. Il libro riesce al tempo stesso ad essere di nicchia e commerciale, molto famoso e totalmente sconosciuto, osannato e ridicolizzato, tacciato di fanfictionismo, nonché di essere il “delirio di una fangirl”. È amato dalle slasher ma anche odiato dalle slasher, e non oso pensare al commento dei non-slasher.
Perché il romanzo, sebbene sia parte ufficiale del canon, è innegabilmente permeato da toni e temi slash.



mercoledì 1 agosto 2012

The Dark Knight Rises

Attenzione: la seguente recensione contiene spoiler minori sul film. 


 Con questo film siamo al terzo capitolo, probabilmente conclusivo, del Batman reintepretato da Christopher Nolan.

 Il giudizio globale sul film è decisamente positivo. Pur non raggiungendo le vette del capitolo precedente, che poteva contare sul superbo ritratto del Joker interpretato da Heath Ledger ci ritroviamo di fronte ad un buon film, sicuramente al di sopra della media dei capitoli conclusivi di trilogie, serie e quant'altro.


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