Cioè.
Potremmo anche non parlarne – ho il cuore debole sapete, e questo film ha la tendenza ad accoccolarcisi sopra come un micino assassino, usando pancino e zampette così da soffocarlo ed artigliarlo in un colpo solo – ma credo sia d'obbligo, dopo avervi fatto La Cronistoria del Winter Soldier, parlarvi un po' dell'Altro Mio Amore... ovvero, di Red Hood.
Iniziamo quindi dal film d'animazione che la WB gli ha dedicato nel 2012: “Batman: Under The Red Hood”.
Trattasi
a furor di popolo di uno dei film più riusciti dello studio di
animazione della Warner, nonché uno dei film di Batman più oscuri e
violenti. Per temi e situazioni rivaleggia infatti con l'ormai nefasto “Batman Beyond: Return of the
Joker”, che presentava praticamente la prima scena di tortura su un bambino mai vista nella storia di Batman.
"Under The Red Hood" è stato editato in maniera massiccia, limitando al minimo le scene di
violenza e togliendo tutto (o quasi) il sangue. Stiamo comunque
parlando di un film in un cui l'antagonista principale consegna una
borsa piene di teste mozzate ai gangster di Gotham, un film in cui un
ragazzo di 14-15 anni viene trucidato a morte ancor prima dei titoli
di testa. E non un ragazzo qualsiasi.
Robin.
Robin II, per la
precisione..
Jason Todd.
Il primo “figlio”
di Bruce Wayne.
Siete con me? Non
avete paura di qualche spoiler? Allora andiamo avanti...
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